PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Neutrino: la startup italiana che conquista gli americani

Neutrino: la startup italiana che conquista gli americani

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

20 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Un progetto innovativo nel campo della blockchain e delle criptovalute che ha affascinato la più grande società di compravendita di valute virtuali, Coinbase

  • Il nuovo progetto di Neutrino è in grado di mappare anche il “darknet”, la parte di internet che non viene indicizzata nei motori di ricerca

Neutrino, startup italiana nata nel 2016, è stata rilevata dal colosso americano Coinbase. Non è stata ancora resa pubblica la cifra dell’operazione. Il team italiano si trasferirà presso la sede inglese dell’acquirente

Neutrino, startup italiana che ha sviluppato tecnologie di controllo dei processi di scambio su blockchain, è stata comprata da Coinbase, la più la più grossa società di compravendita di criptovalute. Il gioiellino italiano è nato a Milano da un’idea di Marco Valleri e Giancarlo Russo (37 anni) che hanno dato forma alla società nel 2016. Dalle loro scrivanie hanno elaborato una tecnologia in grado di mappare le reti blockchain e le transazioni dei ‘token’ (i beni digitali scambiati all’interno della catena di blocchi) al fine di ottenerne informazioni approfondite. E grazie a questa idea hanno ottenuto un finanziamento dal fondo 360 Capital Partners nel 2017. Dopo solo due anni il colosso americano si è interessato sempre più al progetto e alla società, tanto da finalizzare l’acquisto oggi, 20 febbraio 2019.

Ma perché un sistema che mette al sicuro la blockchain interessa a Coinbase? Il motivo è piuttosto semplice: con l’aumento dei furti digitali serve sempre maggiore attenzione.

Il progetto

Il progetto di Neutrino è in grado di mappare anche quello che avviene nella darknet, la parte di Internet non indicizzata dai motori di ricerca. Questa opzione risulta essere molto ghiotta per tutte quelle società di investimento che sono interessate al mondo delle criptovalute, ma vogliono continuare a muoversi sulla blockchain.

Il vantaggio potrebbe dunque essere quello di riuscire a prevenire gli attacchi informatici che risultano essere sempre più frequenti e avanti rispetto alle “sicurezze” presenti. In mattinata la Technology review del Mit ha infatti pubblicato un lungo articolo dove spiega come sia stato possibile “derubarla” per 200 milioni di dollari in criptovalute. I criminali informatici sono dunque riusciti ad introdursi nel registro distribuito delle compravendite ed a validare operazioni fraudolente. E qui interviene l’italiana Neutrino con il suo progetto sul monitoraggio della blockchain, che sembra essersi portata a casa la più grossa operazione di exit nel campo della sicurezza informatica fatta in Italia, stando alle comunicazioni aziendali, visto che la cifra dell’acquisizione non è stata ancora rivelata. I fondatori e gli otto dipendenti si trasferiranno a Londra, nella sede in Gran Bretagna di Coinbase. Una notizia positiva per la società, che si aggiunge al non troppo lungo stuolo di startup italiane vendute in Silicon Valley. Ma ancora di più, si immagina, lo sarà anche per il fondo di venture capital italo-francese che l’ha finanziata: 360 Capita Partner che nel 2017, riportano le cronache di settore, ha finanziato la società con 500 mila euro per il 30% del capitale

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Criptovalute Italia