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Nasce il primo dollaro digitale

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Luglio 2018
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IBM e Stronghold hanno lanciato la prima criptovaluta ancorata al valore del dollaro. Stronghold Usd, la nuova moneta digitale, segna dunque un primo importante traguardo nel mondo delle criptovalute

Nasce il primo dollaro digitale. Ad annuncialo è IBM in partnership con Stronghold, società che fornisce servizi finanziari negli Stati Uniti.

La nuova criptovaluta, Stronghold Usd, è sostenuta dalla Federal Deposit Insurance Corporation, e ha il suo valore di mercato ancorato al dollaro.

IBM ha dichiarato come cercherà di usare il nuovo dollaro digitale per aiutare banche e altre istituzioni a trovare nuovi modi di pagamento più sicuri e veloci, che non passeranno più per le classiche valute.

L’obiettivo dello Stronghold Usd è dunque quello di ridurre la volatilità, che caratterizza le criptovalute nel suo insieme, e inserirsi al contempo all’interno del sistema digitale della blockchain.  Si posiziona dunque a metà strada tra una criptovaluta classica e una valuta corrente.

Stronfhold Usd è infatti stato progettato proprio per essere usato dalle aziende, dalle istituzioni finanziarie, dalle multinazionali e dai gestori patrimoniali. L’obiettivo è dunque quello di attrarre chi già in qualche modo è interessato al mondo cripto, ma che a causa della sua volatilità non ha mai fatto il passo successivo.

“Il token consentirà alle persone di effettuare i pagamenti in modo sicuro e semplice senza intoppi” ha dichiarato Tammy Camp il fondatore e amministratore di Stronghold. La nuova valuta digitale sfrutterà infatti il sistema a blocchi della blockchain garantendo il massimo controllo alla transazione.

La nuova moneta digitale rappresenta dunque un’evoluzione nel mondo delle criptovalute. Un cambio di marcia interessante se si pensa che il mercato cripto attualmente vale più di 270 miliardi di dollari, stando ai dati pubblicati da CoinMarketCap. E dall’inizio dell’anno le criptovalute hanno registrato una significativa flessione. Il valore del bitcoin è infatti crollato dopo aver toccato il suo massimo storico di 20.000 dollari a fine del 2017.

Ora però la palla passa in mano alle varie Banche centrali, che fino a pochi giorni fa hanno criticato le valute digitali per la loro alta volatilità e per l’assenza di un’istituzione alle spalle.

Giorgia Pacione Di Bello
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