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La polizia della City a scuola di criptovalute

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  • La polizia londinese ha confermato di voler introdurre all’interno dell’Accademia un corso sulle criptovalute

  • In Italia norme per regolamentere il mercato delle criptovalute, ma niente corsi per la polizia

Poliziotti a scuola di valute digitali. Da ottobre la Gran Bretagna attiverà un corso per capire e indagare le valute digitali

La polizia di Londra a scuola di valute digitali. Per contrastare il riciclaggio di denaro la polizia della City ha confermato di voler introdurre all’interno dell’Accademia un corso sulle criptovalute. L’esigenza di formare i poliziotti sulle valute digitali nasce dai recenti avvertimenti di Europol. Secondo agli ultimi dati, pubblicati dall’Agenzia europea, i criminali sarebbero infatti in grado di riciclare fino a quattro miliardi di sterline in Europea usando il Bitcoin e le altre valute digitali.

Da sottolineare come l’iniziativa londinese è la prima nel suo genere. Non esistono infatti altri paesi in Europa che hanno deciso di intraprendere la strada dell’educazione sulle valute digitali.

Il corso pilota, fanno sapere dall’Accademia, è stato lanciato nei mesi scorsi. Inoltre, entro ottobre si vuole rendere la formazione obbligatoria in tutta la nazione. Un portavoce della polizia della City ha dichiarato come l’obiettivo principale dell’insegnamento “è fornire la conoscenza base per poter riconoscere e gestire le criptovalute in un’indagine”. Alla fine della formazione, i partecipanti dovranno avere le competenze necessarie per rilevare e indagare l’uso delle criptovalute in un contesto investigativo.

Criptovalute, i crimini aumentano

La lotta contro l’uso criminale delle criptovalute è mondiale. A inizio luglio la polizia federale brasiliana ha infatti arrestato 12 persone per aver riciclato milioni di dollari in bitcoin, contrabbandando droga in Africa, Asia ed Europa. Secondo CipherTrace, società che opera nel campo della sicurezza informatica, nella prima metà del 2018, il furto delle criptovalute è aumentato di tre volte dal 2017 negli Usa.

In Italia l’attenzione sul mondo delle criptovalute rimane alta. L’ultimo rapporto pubblicato dall’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif) sottolinea come la criminalità organizzata sta iniziando a ricorre sempre più anche alle valute digitali per riciclare il denaro derivanti da illeciti, nell’economia regolamentata. “Le valute virtuali” dichiara Claudio Clemente, direttore dell’Uif, “si prestano anche a utilizzi illeciti o criminali, oltre ad esporre gli utenti a notevoli rischi di frode e perdite di valore”. Nonostante l’allarme lanciato, per ora non si parla di un progetto di formazione sulle valute digitali. Le contromisure che si sono prese riguardano il lato normativo. Sono infatti state attuate norme per regolamentare i soggetti che giocano un ruolo attivo all’interno della catena digitale, ma la scuola di formazione è un progetto ancora lontano.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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