PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Italia è il paradiso fiscale dei Bitcoin

Italia è il paradiso fiscale dei Bitcoin

Salva
Salva
Condividi
Alessandro Mainardi
Alessandro Mainardi

03 Aprile 2018
Salva

Italia è il paradiso fiscale dei Bitcoin

Il 25 ottobredellanno scorso me lo ricordo bene. Pioveva e per la prima volta mi sono chiesto come funzionassero ibitcoin. Ero al lavoro davanti al mio PC quando arrivò un messaggio di poche righe da un accounthotmailsconosciuto, in un italiano stentato.

Chi scriveva mi faceva una strana domanda, più o meno del tipo:So che lItalia è uno dei pochi paesi che non tassa i guadagni fatti investendo inbitcoin. Vorrei trasferire la mia residenza in Italia al più presto perchésto realizzando grossi guadagni su questa valuta. Mi potete dare la vostra assistenza? Quanto costa la vostra assistenza?Il messaggio finì nel cestino, ma dopo qualche giorno di studio avevo scoperto che il mio anonimo interlocutore aveva ragione.

E’vero.L’Italia è uno dei pochi paesi che non tassa i guadagni subitcoinfatti da privati. Lo dice lAgenzia delle Entrate. Risoluzione 72/E del 2 settembre 2016.

E’ vero. L’Italia è uno dei pochi paesi che non tassa i guadagni su bitcoin fatti da privati. Lo dice l’Agenzia delle Entrate. Risoluzione 72/E del 2 settembre 2016.

L’Agenzia delle Entrate la legge sui Bitcoin

Per lAgenzia ibitcoinsono unavalutae la legge italiana non tassa i guadagni fatti dai privati comprando e vendendo valuta, come ben si legge nellart. 67, comma 1,lett. c ter) del testo unico delle imposte sui redditi.

Attenzione però, non tutte le operazioni in valuta fatte dai privati sono esenti: solo quelle a pronti. Conti correnti in valuta e contratti a termine invece sono regolarmente tassati.

Il motivo di tanta generosità è molto semplice: lapossibilitàper un privato di operare a pronti su valute è limitata al solo acquisto e vendita per scopi turistici. In tal caso gli importi acquistabili sono limitati e soprattutto i possibili arbitraggi fra acquisto e vendita ridotti a zero dalle commissioni bancarie.

Nessun privato ha mai guadagnato comprando e vendendo valuta per contanti entro i limiti consentiti dalle norme bancarie. Eccoperchéil fisco ha escluso dalla lista delle operazioni tassabili queste compravendite: nessunagenerosità, solo sano senso pratico.Senonchécon ibitcoinla faccenda cambia. Ibitcoinpossono essere acquistati e detenuti da chiunque, privati inclusi, senza limiti di sorta e soprattutto senza bisogno di un conto corrente.

La legge però è chiara e lAgenzia delle Entrate ha pensato di applicarla alla lettera, dimenticandosi del clima vacanziero che fa da sfondo alla legge. Il risultato è che lItalia, unico paese in Europa, non tassa i guadagni subitcoin. Lanonimo mittente del messaggio aveva ragione. Le questioni fiscali in Italia non sono mai semplici. LAgenzia delle Entrate ha stabilito che i guadagni suibitcoinnon sono tassati e gli studiosi si sono affrettati a dimostrare che invece sono tassatissimi. Chi ha ragione?

Anzitutto i bitcoin non sono una moneta avente corso legale, solo l’euro ha corso legale in Italia. Il bitcoin non è nemmeno una valuta avente corso legale in altri paesi, almeno fino ad oggi.

Ilbitcoinper la legge è un semplice mezzo di pagamento utilizzabile su base volontaria come loro, i dollari, le merci, ecc. Questo lo dice la Corte di Giustizia Ue nella sentenza C-262/14. LAgenzia delle Entrate sembra aver letto la sentenza della Corte di Giustizia, ma in modo unpodistratto,perchéattribuisce alla Corte la decisione di assimilare ibitcoinad unavaluta.Daqui viene la decisionedellAgenzia di mandare i relativi guadagni esenti.

La maggior parte degli studiosi qualifica ibitcoincome strumenti finanziari in senso lato e quindi li riconduce alla categoria fiscale deititoli non rappresentativi di merciche sono sempre tassabili, non solo nelle operazioni a termine.

Sono invece tutti daccordo, Agenzia e studiosi, che gli intermediari che comprano e vendono ibitcoindevono essere regolarmente tassati e assoggettare le relative operazioni ad IVA esente.

Come spendere i bitcoin?

Se vogliamo stare tranquilli i guadagni è meglio che li tassiamo. Se invece siamo amanti del brivido – e se abbiamo investito inbitcoinsiamo certamente amanti del brivido! – possiamo evitare di dichiararli.

Il fisco ha cinque anni di tempo per cambiare idea, ma se lo fa non può applicare alcuna sanzione néalcun interesse.

Alessandro Mainardi
Alessandro Mainardi
Partner dello studio legale Orrick e responsabile del Tax Group italiano. Con oltre 25 anni di esperienza nel settore della fiscalità interna ed internazionale, è uno dei più ascoltati specialisti in materia di wealth management: tassazione della famiglia, passaggio generazionale, trust, asset protection, art investment.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Criptovalute