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Il Coronavirus colpisce anche il Bitcoin

Il Coronavirus colpisce anche il Bitcoin

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Redazione We Wealth
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13 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 12 oltre il crollo vertiginoso della Borsa di Milano è stato accompagnato anche dalla giornata nera per il Bitcoin che è passata da 7.000 a 4.031 dollari in sole 24 ore (-41,1%)

  • A bilanciare la sua scarsa performace ci pensano tutte quelle criptovalute di seconda generazione che sono nate ancorate ad una valuta, come può essere il dollaro

Anche il Bitcoin è stato colpito dal Coronavirus. Il 12 marzo il tonfo della Borsa di Milano è stata accompagnata anche dalla caduta del valore del Bitcoin

Il Coronavirus colpisce anche il Bitcoin, la regina delle criptovalute. Il valore della valuta digitale anche oggi, 13 marzo continua la discesa arrivando a 5.559,78 dollari. Il 12 marzo oltre il crollo vertiginoso della Borsa di Milano è stato accompagnato anche dalla giornata nera per il Bitcoin che è passata da 7.000 a 4.031 dollari in sole 24 ore (-41,1%). E dunque gli investitori si stanno liberando della valuta digitale molto velocemente.

C’è però da dire che è da inizio mese che la valuta digitale ha iniziato a traballare. Il sei marzo si aveva un valore di 9 mila dollari, il 7 si è scesi a 8.918 dollari, il 12 il crollo a 4 mila dollari e oggi, 13 marzo il Bitcoin ha iniziato perdendo ancora valore per poi rialzarsi a 5.559 dollari.

A bilanciare la sua scarsa performace ci pensano tutte quelle criptovalute di seconda generazione che sono nate ancorate ad una valuta, come può essere il dollaro. Tether, per esempio ha registrato una situazione stabile. Nella giornata odierna registra un +0,10%. E nel mese si è mantenuto costante rispetto ai suoi valori.

Ma come mai il Bitcoin e le altre criptovalute hanno registrato un tale tonfo?

La risposta sta nel non essere in grado di essere un bene rifugio. Fino a prima della sua discesa molti credevano che il Bitcoin potesse innalzarsi a bene rifugio come l’oro. Così non è stato. Questa non “capacità” può essere imputata da una parte a una resistenza ideologica. Ci sono da sempre grandi banche che si sono opposte alle criptovalute. Questo ha portato il pensiero collettivo a non considerare il Bitcoin come un bene rifugio pari all’oro. Dall’altra parte la sua volatilità ha sempre resto l’investimento in Bitcoin no proprio agevole per tutti. Non sono infatti i pochi i casi in cui diversi risparmiatori, incuranti della natura della criptovaluta, hanno perso molti soldi.
C’è però da dire che come è sceso in basso il Bitcoin in pochi giorni se non ore potrebbe benissimo recuperare e addirittura superare il valore iniziale. Per capire se gli investitori decideranno di riporre la loro fiducia sul Bitcoin e le altre criptovalute digitali bisogna solo avere pazienza e aspettare.

Redazione We Wealth
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