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Il Bitcoin crolla e la Consob inglese ammonisce gli investitori

Il Bitcoin crolla e la Consob inglese ammonisce gli investitori

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nonostante il crollo settimanale la criptovaluta è ancora in rialzo del 22% rispetto a inizio anno

  • Secondo l’ultima ricerca pubblicata dalla Cnbc il 33% degli investitori, nel 2021, punterà sul Bitcoin

La Financial counduct authority inglese, il corrispettivo della Consob italiana, dichiara che se si vuole investire nel Bitcoin bisogna essere pronti a perdere tutto

Dovete essere pronti a perde tutto quello che investite”. Così la Financial counduct authority inglese, il corrispettivo della Consob italiana, entra a gamba testa sul discorso delle criptovalute. Le parole dell’Autorità arrivano dopo il tonfo della regina delle valute digitali. A inizio anno il Bitcoin aveva sfiorato i 42.000 dollari, e questa settimana ha perso il 13,26% scendendo sotto i 33.000 dollari.

Oggi 12 gennaio la criptovaluta è a 35.000 dollari, recuperando parte del terreno perso. Il crollo ha però avuto effetti anche sulla capitalizzazione che è scesa a 880 miliardi (600 da imputare al Bitcoin). La regina delle valute digitali conferma inoltre il suo andamento speculativo al dollaro. Quando infatti questo barcollava e cedeva terreno (gli ultimi mesi del 2020) il Bitcoin continuava la sua salita. L’indice Dxy del dollaro nella giornata dell’11 gennaio ha invece rimbalzato positivamente, e questo ha fatto male all’asset digitale. Da sottolineare che nonostante il crollo settimanale il Bitcoin è ancora in rialzo del 22% da inizio anno. Il 30 novembre, questo raggiungeva infatti i 19.786 dollari, superando il precedente primato di 19.783 dollari che resisteva da quasi tre anni.

E infatti, nonostante l’inciampo, la regina della criptovalute sta continuando a ricevere consensi da tutte le parte. Nell’ultima inchiesta fatta dalla Cnbc è stato chiesto agli investitori su cosa punteranno nel 2021. La maggioranza, il 58%, ha dichiaro le spac, Special purpose acquisition companies. Il 33% ha invece risposto di puntare sui Bitcoin. A inizio anno, poi, il colosso finanziario, JP Morgan, aveva dichiarato come la regina delle valute digitali potrebbe arrivare a 146.000 dollari nel lungo termine. Ma non solo, perché “la competizione di Bitcoin con l’oro è già iniziatanella nostra mente”, sottolineano gli analisti della banca americane in una nota, citando i recenti 7 miliardi di dollari in uscita dall’oro e più di 3 portati nel Grayscale Bitcoin Trus.
Il mondo della finanza si sta dunque iniziando ad aprire al digitale e non vede più, le criptovalute come delle nemiche. Basti pensare che diverse banche centrali stanno lavorando alla creazione di valute digitali nazionali.

L’avvertimento della Financial counduct authority inglese non è però da prendere alla leggera. Anche perché per quanto il Bitcoin continui la sua salita, resta sempre un asset molto volatile. Inoltre “l’assenza di un quadro giuridico preciso determina l’impossibilità di tutelare in maniera efficace per via legale e/o contrattuale gli interessi degli utenti. Questi ultimi possono, pertanto, trovarsi esposti a ingenti perdite economiche, ad esempio in caso di condotte fraudolente, fallimento o cessazione di attività delle piattaforme on-line di scambio presso cui vengono custoditi i portafogli digitali personali (i cosiddetti e-wallets)” sottolinea la Consob in una nota di gennaio 2020. “In un contesto di assenza di obblighi informativi e di regole di trasparenza, le piattaforme di scambio sono inoltre esposte a elevati rischi operativi e di sicurezza: esse, infatti, a differenza degli intermediari autorizzati, non sono tenute ad alcuna garanzia di qualità del servizio, né devono rispettare requisiti patrimoniali o procedure di controllo interno e gestione dei rischi, con conseguente elevata probabilità di frodi ed esposizione al cybercrime. Sussistono, inoltre, rischi di controparte, di mercato, di liquidità e di esecuzione. Priva di ogni garanzia è d’altronde la futura possibilità di un’immediata conversione dei bitcoin e delle altre criptovalute in moneta ufficiale a prezzi di mercato” conclude la nota.

Giorgia Pacione Di Bello
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