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Criptovalute, solo il 5% degli investitori ha realizzato un profitto

Criptovalute, solo il 5% degli investitori ha realizzato un profitto

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  • Il 38% dei cittadini inglesi ha dichiarato di non sapere con chiarezza cosa sia una criptovaluta, nonostante abbia investito in Bitcoin

  • Il sondaggio di Iw Capital, rispecchia alcuni risultati emersi dal sondaggio di Wells Fargo Gallup, fatto su investitori e Bitcoin

Secondo un recente sondaggio, pubblicato da Iw Capital, 2,5 milioni di cittadini inglesi conosce poco il mondo delle criptovalute, nonostante abbia deciso di investici nel 2017

Solo il 5% dei cittadini britannici ha realizzato un profitto, investendo in valute digitali. A dirlo è il nuovo sondaggio prodotto da Iw Capital, società di investimento con sede nel Regno Unito.

Il sondaggio ha rilevato come il 38% dei cittadini di sua maestà Elisabetta II (2,5 milioni) non ha molto chiaro cosa sia una criptovaluta, nonostante ci abbia investito. Inoltre, un terzo ritiene anche che la bolla del cripto sia pronta a scoppiare.

Altro aspetto sottolineato dalla ricerca è la profittabilità degli investimenti. Gli intervistati ritengono infatti che investire in valute digitali siano meno profittevole che farlo in altri asset. Sensazione che rispecchia la realtà. Solo il 5% degli investitori inglesi ha infatti ottenuto un profitto dalle criptovalute.

L’esito del sondaggio riflette però quello che è accaduto a fine 2017 e inizio 2018. La maggior parte delle persone ha infatti deciso di salire sul treno del Bitcoin, quando la valuta digitale ha incrementato il suo valore, ottenendo il massimo dal mercato, verso la fine dell’anno scorso. Al picco iniziale è però seguito una drastica caduta a inizio 2018. La conseguenza è stata la perdita di soldi da parte di chi non ha seguito con attenzione l’andamento della valuta digitale.

Il sondaggio di Iw Capital, rispecchia alcuni risultati emersi nel report di Wells Fargo Gallup, fatto su investitori e Bitcoin. La non conoscenza del mondo cripto, per esempio, era un’evidenza emersa anche nel sondaggio di Wells Fargo. La società aveva però suddiviso gli intervistati in base alle fasce d’età. Il 48% degli investitori tra i 18 e i 49 anni ha dichiarato di “sapere qualcosa sui Bitcoin”, il 22% tra i 50 e i 64 anni di “conosce qualcosa del mondo cripto” e solo il 17% di chi ha oltre 65 ha risposto di investire nel bitcoin.

Altro aspetto, in comune con il sondaggio fatto da Iw Capital, è la generale insoddisfazione nel modo cripto. Solo il 2% degli investitori intervistati risultata essere veramente soddisfatto delle valute digitali. Dato che rispecchia il numero di inglesi che hanno realizzato profitti investendo in valute digitali.

La diffidenza dei cittadini rispecchia dunque anche quella delle istituzioni. Prime della lista le Banche centrali che non reputano le valute digitali un upgrade delle valute correnti. L’alta volatilità e il non ancoraggio a un istituto ha portato alla poca fiducia dei colossi della finanza e al non voler investire (all’apparenza) in questa innovazione tecnologica. Le recenti novità potrebbero però portare ad una svolta. Stanno infatti nascendo le prime cripovalute ancora al dollaro, dove il problema della volatilità sarebbe ridotta al minimo.

Giorgia Pacione Di Bello
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