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Criptovalute sempre più vicino al mondo finanziario

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Si sono dunque equiparate le criptovalute a qualsiasi altra valuta ad oggi in circolazione

  • Inoltre questa decisione potrebbe anche rendere le criptovalute molto meno volatili

Il mondo delle criptovalute ha ricevuto un notevole riconoscimento da parte dell’Autorità di vigilanza del settore bancario Usa. Questo infatti ha deciso che gli istituti di credito possono detenere criptovalute

Criptovalute all’interno del mondo finanziario. Un passo da giganti per queste monete virtuali, che arriva proprio dagli Usa

L’Autorità di vigilanza del settore bancario a stelle e strisce ha infatti deciso come gli istituti di credito possono detenere le criptovalute e gestire i portafogli dei loro clienti che vogliono usare questa moneta elettronica. Questa apertura è di notevole importanza perché si inizia a riconoscere che i mercati finanziari stanno diventando sempre più tecnologici e devono continuare a stare al passo con i tempi e le nuove “innovazioni”.

E dunque gli stessi fornitori di servizi devono fare un ulteriore passo in avanti capendo come poter gestire le criptovalute. Fino a prima di questa decisione la gestione delle valute digitali veniva data a società altamente specializzate. Adesso invece questo ruolo potrà essere svolto da qualsiasi banca che vuole proporsi come tale. Ma non finiscono qua le novità, perché nella lettera si precisa anche che gli acquirenti delle criptovalute possono usare dei depositi regolamentati in modo da avere la certezza di non perdere mai le chiavi di accesso. Passaggio importante perché si è andato ad equiparare un deposito di titoli o di un bene fisico, come dell’oro o dei gioielli alle chiavi di accesso delle criptovalute.

La mossa della Autorità americana è di fondamentale importanza perché fa chiarezza e mette ordine all’interno di un mondo che aveva lasciato le banche in balia del non sapere. E questo le aveva portate ad osteggiare le criptovalute o comunque a non volerle gestire, avendo anche delle ripercussioni su tutti i clienti che invece avevano interesse per questo settore. A questo si aggiunge che a livello Usa i grandi fondi di investimento e i fondi pensione sono obbligati ad investire o comunque ad avere rapporti solo con le banche autorizzate a livello federale. E dunque dato che fino alla decisione dell’Autorità non si capiva cosa era permesso o meno, le criptovalute erano vietate. Con questo passo in avanti anche i grandi fondi di investimento potranno avvicinarsi al mercato delle valute digitali e iniziare a capirne il funzionamento.

Ma non solo, l’Autorità Usa ha inoltre dato anche un riconoscimento di non poco conto alle valute digitali, potendo queste essere erogate dalle stessa banche. Sono dunque entrate di diritto nel sistema finanziario tradizionale. Adesso le criptovalute hanno la stessa autorevolezza di qualunque altra valuta in circolazione oggi. Un’altra conseguenza potrebbe essere una minore volatilità. Il fatto che le criptovalute siano diventate ufficiali, e che dunque le stesse banche possono iniziare a gestirle potrebbe aumentare il loro flusso di scambio e stabilizzarle. Una debolezza di questo asset è infatti sempre stata l’alta volatilità che nel corso degli anni ha attirato diversi investitori inesperti, facendogli alle volte perdere somme di denaro consistenti. Quest’ultimo punto sarà ovviamente da valutare nel tempo ma i presupposti sembrano non mancare.

Giorgia Pacione Di Bello
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