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Criptovaluta Cina, la nuova moneta ombra per battere Libra

Criptovaluta Cina, la nuova moneta ombra per battere Libra

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

11 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La Banca Popolare di Cina ha già preparato il terreno, lanciando a fine agosto il suo piano triennale 2019 – 2021 per lo sviluppo del fintech

  • Si tratta però solo di un processo formale: la Banca Centrale cinese sta lavorando al progetto di una criptovaluta di Stato da almeno cinque anni, e lo strumento è ormai pronto per il lancio ufficiale.

  • Chissà se il varo della criptovaluta di Stato sarà di aiuto nella lotta a una piaga caratteristica della Cina, la finanza ombra

Mentre Libra annaspa fra le acque fangose della regolamentazione, il Dragone rizza la coda. Ora, è il turno del fintech. O meglio, di una blockchain che lancia una super criptovaluta di Cina, la prima al mondo ad essere emessa da uno Stato

Nel perseguire i suoi obiettivi, la Cina fa sempre molto sul serio. Ed è così anche in ambito fintech: il Dragone vuole diventare il primo Paese al mondo a battere una criptovaluta di Stato. La Banca Popolare di Cina ha già preparato il terreno, lanciando a fine agosto il suo piano triennale 2019 – 2021 per lo sviluppo del fintech. Lo scopo è quello di diventare i numeri uno al mondo, battendo sul tempo Libra, che annaspa fra le more della regolamentazione della finanza istituzionale.

La dichiarazione del presidente cinese Xi Jinping non è quindi giunta inattesa. Xi ha detto infatti di voler “cogliere l’opportunità” dell’adozione della blockchain, tecnologia alla base delle criptovalute. Pur non avendo menzionato esplicitamente il termine cryptovaluta, le quotazioni del Bitcoin sono schizzate al di sopra dei 10.000 dollari, sia pure per poco. Stessa reazione positiva da parte delle azioni di 200 società legate agli investimenti in ambito blockchain. E picco anche per le ricerche online “blockchain Pechino” (+1.300% secondo quanto riporta Borsa del Credito).

Fintech Cina, la nuova criptovaluta

Anche il vicepresidente del China Center for International Economic Exchanges (Cciee), Huang Qifan ha dichiarato a fine ottobre 2019 che “la Banca Centrale cinese sta lavorando al progetto di una criptovaluta da cinque o sei anni”, aggiungendo che lo strumento sarebbe ormai pronto. “La Banca del Popolo cinese sarà così la prima banca centrale al mondo a immettere sul mercato una criptovaluta”.

Anche S.E. Li Keqiang, premier del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, circa sei mesi addietro aveva detto di voler “promuovere nuove aree di cooperazione per l’innovazione come l’economia digitale, l’e-commerce, il fintech e le smart city”.

La lotta della Cina a finanza ombra e connessi

Uno dei nodi più intricati da sciogliere per il governo cinese è quello della cosiddetta “finanza ombra”. Si tratta di un vero e proprio sistema gemello abusivo rispetto al sistema finanziario ufficiale, quello che per anni è stato l’anello debole di tutto l’universo del debito cinese. A partire dagli ultimi mesi del 2016 però, Pechino ha deciso di affrontare radicalmente la questione con regolamenti più stringenti, e gli effetti non si sono fatti attendere. La crescita dei finanziamenti ombra è infatti piombata da una crescita dell’80% su base annua all’inizio 2016 all’11% di fine 2017 (dati Robeco). Qualcosa però dev’essere successo nelle maglie oscure della finanza del Paese di Mezzo se alla fine dell’estate 2018 vari colossi del lending cinese in odore di truffa, sono falliti, bruciando miliardi di yuan.

 

Il problema di un mercato senza regole

Le realtà cinesi del lending erano oltre duemila, con un giro di affari pari a 195 miliardi di dollari (dato Borsa Del Credito). Tra le società in crisi, figurano i nomi di colossi come Qian88.com, Lqgapp.com e Jinyinmao.

Secondo Borsa Del Credito, il tracollo è stato causato proprio dal fatto che la Cina “aveva creato il suo marketplace dei prestiti tra pari in un mercato senza regole, in cui non esisteva neppure un registro formale delle piattaforme”. La totale mancanza di regole aveva quindi fatto sì che “molti soggetti adottassero condotte illegali, dall’uso fraudolento dei fondi prestati, alla variazione unilaterale delle scadenze fino ai furti di identità per far figurare come richiedenti soggetti con un andamentale sano”.

Criptovaluta Cina, il primo mercato fintech al mondo

La Cina resta però in termini sia attuali che potenziali il più grande mercato fintech al mondo. La sua probabile vittoria risiede nella sua dimensione, difficile da gestire (come dimostra il caso del sistema finanziario ombra), ma anche foriera di ricavi. Secondo fonti internazionali, la Central Bank Digital Currency (Cbdc) dovrebbe nascere entro la prima metà di novembre. Fra i suoi distributori figurano anche Alibaba e Tencent.

Teresa Scarale
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