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Comprare criptovalute con la carta di credito si può

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

19 Luglio 2018
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  • Il mondo finanziario si divide su chi consente di comprare criptovalute con la carta di credito e chi no

  • Le banche più grandi non rifiutano la tecnologia ma stanno studiano le criptovalute

Le maggiori banche non vogliono far usare la carta di credito per comprare le criptovalute per problemi di indebitamento

Usare la carta di credito per compare criptovalute. La novità è stata lanciata da Abra, società che offre servizi finanziari legati al mondo delle criptovalute. La società ha dunque permesso ai suoi clienti di usare le carte di credito per acquistare criptovalute.

Scelta che l’ha posta in netta contrapposizione con i colossi del mondo bancario come: Bank of America, JPMorgan Chase, Citigroup, Capital One e Discover. Questi si sono opposti all’uso delle carte di credito per comprare criptovalute. La spinta finale è arrivata quando nel primo trimestre del 2018 il bitcoin, Ethereum, Ripple e Bitcoin Cash hanno registrato una perdita di valore di circa 12.000 dollari. L’elevata volatilità ha dunque spinto le grandi banche a negare questa possibilità per evitare l’eccessivo indebitamento sulla carta di credito da parte dei loro clienti.

Abra però ribalta il problema e afferma come non sono le criptovalute l’ostacolo, ma la presenza di sistemi bancari obsoleti. “Questo è sicuramente un problema” dichiara Bill Barhydt Ceo di Abra. “Molte banche statunitensi non hanno sviluppato il 3-D Secure (protocollo di sicurezza per le transazioni elettroniche). Molte banche sono ancora indietro a livello tecnologico e quindi sono riluttanti a sviluppare le transazioni crittografiche”.

Abra ha cercato di coinvolgere altre società nella compravendita di criptovalute tramite carte di credito. In un primo momento sembra che USAA, società che gestisce i patrimoni dei militari negli Usa, volesse concedere l’uso di carte di credito per comprare le criptovalute. “Dopo un’attenta riflessione” dichiara un portavoce della società “USAA ha deciso di non consentire transazioni in criptovaluta sulle carte di credito USAA”. Il cambio di direzione è stato giustificato dal voler “prevenire le frodi o le perdite nei patrimoni dei nostri membri”.

In mezzo ai due fronti contrapposti si trovano invece Mastercard e Visa. Queste non disdegnano l’uso dei bitcoin purché sia fatto seguendo la legge. “Permettiamo l’acquisto di criptovalute con la carta di credito ove consentito dalla legge” dichiarano i rappresentanti di Mastercard e Visa.

Una lettura diversa arriva da Grainne McNamara, responsabile della blockchain presso la sede americana di PwC. In un podcast di marzo ha sostenuto di capire “perfettamente il timore” per un mercato altamente speculativo e con un’alta volatilità. McNamara ha anche però affermato come le banche, prima di scommettere su questa tecnologia, stanno cercando di capire quale criptovalute sono disposte a piegarsi alla regolamentazione del settore finanziario.

Chissà come si comporteranno queste banche con l’arrivo di nuove cripovalute ancorate al valore del dollaro.

Giorgia Pacione Di Bello
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