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Usa, nel fintech ognuno fa da sé

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  • Nella nuova relazione del Tesoro la blockchain è considerata un’opportunità innovativa che può essere sfruttata dal mondo finanziario

  • Gli Usa sono però in ritardo, rispetto ad altri paesi, nell’offrire alle aziende fintech un quadro giuridico completo e compatto a livello nazionale

Apertura del Tesoro americano nei confronti della blockchain. Non esiste però ancora un quadro giuridico che supporta il fintech e protegge i consumatori

Le nuove tecnologie come l’analisi predittiva, l’intelligenza artificiale e la blockchain sono delle innovazioni promettenti che potrebbero essere utilizzate dalle società dei servizi finanziari americani. Questo quanto emerge dal report “A financial system that creaters economic opportunities” (un sistema finanziario che crea nuove opportunità) redatto dal segretario del Tesoro americano, Steven Mnuchin. Il report risponde all’Ordine esecutivo n. 13722 del 3 febbraio 2017, dove il presidente Donald Trump aveva stabilito una serie di principi fondamenti per il sistema finanziario americano.

Nella relazione del Tesoro americano le tecnologie come la blockchain sono considerate opportunità innovative che possono essere sfruttate dal mondo finanziario. Ma attenzione perché non è tutto oro quello che luccica. Il Tesoro ha infatti ribadito come prima di adottare qualsiasi tipo di tecnologia innovativa nel settore finanziario, questa deve essere testata in modo concreto. I problemi e i dubbi emersi dovranno essere chiariti e risolti. “Queste tecnologie possono comportare rischi e benefici sconosciuti. E’ utile per i soggetti coinvolti permettere una sperimentazione reale”.

Nel rapporto viene però anche sottolineato come sarà importante, nei prossimi anni, dar vita ad un nuovo schema normativo sul fintech negli Usa per riuscire a competere a livello mondiale. Proposta che rispecchia la realtà americana. Secondo l’analisi di Pew Trust, organizzazione non governativa, gli Usa sono in ritardo, rispetto ad altri paesi, nell’offrire alle aziende fintech un quadro giuridico, che supporta l’innovazione e protegge i consumatori.

Nel paese – si legge – ci sono otto agenzie federali con supervisioni diverse e 50 stati con regole proprie. La strategia è troppo frammentata. Un programma di innovazione ha bisogno di obiettivi chiari, di coordinamento tra i vari organi e di una protezione nei confronti dei consumatori. Gli sforzi fatti dagli Usa per promuovere l’innovazione – viene spiegato – sono frammentati e caratterizzati da un mosaico di iniziative statali e federali che mancano di una strategia organizzativa comune. Gli Usa dovrebbero prendere spunto dai paesi più all’avanguardia, sotto questo punto di vista, come Abu Dhabi, Australia, Regno Unito, Singapore e Hong Kong. Queste giurisdizioni hanno infatti fatto uno sforzo di regolamentazione per fornire un quadro coerente alle aziende e alle banche del fintech. Si sono dunque messe a costruire, passo dopo passo, uno spazio dentro il mondo finanziario per il fintech.

Se dunque gli Usa vogliono restare competitivi a livello globale allora devono iniziare ad investire nel settore fintech.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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