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Tunisia, è il dinaro la 1° valuta nazionale gestita su blockchain

Tunisia, è il dinaro la 1° valuta nazionale gestita su blockchain

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Francesca Conti
Francesca Conti

11 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’e-dinar sarà gestito dallo stato tunisino. Sarà legato alla valuta cartacea, pertanto la Tunisia non emetterà una nuova moneta

  • La blockchain proteggerà la valuta dalla contraffazione e in futuro renderà anche l’emissione di nuova moneta più economica e trasparente

  • La digitalizzazione del dinaro tunisino è ufficialmente partita e sarà emessa sulla blockchain russa Universa

La Tunisia è pronta a lanciare il dinaro nazionale su una piattaforma blockchain. La moneta fisica non sparirà, ma i cittadini potranno ‘digitalizzare’ una parte dei propri risparmi e gestirli in modo molto più trasparente

La prima digitalizzazione di una valuta nazionale è ufficialmente iniziata. La Tunisia sarà il primo paese al mondo a gestire la propria valuta nazionale su una piattaforma blockchain. La conferma arriva dall’agenzia di stampa ufficiale russa, Itar-Tass, che riporta in realtà la notizia della collaborazione per il progetto con la startup russa Ico Universa. Questa, spiega l’agenzia, aiuterà la Central bank bigital currency (Cbdc) – la moneta nazionale emessa dalla banca centrale tunisina – a emettere e gestire il dinaro nazionale in formato digitale.

È stata poi la Cbdc ad annunciare che la digitalizzazione del dinaro tunisino sarebbe ufficialmente partita e che sarà emessa sulla blockchain Universa. La startup russa riceverà una percentuale di tutte le transazioni effettuate con l’e-dinar, il nome che sarà dato alla valuta tunisina in formato digitale. Per Alexander Borodich, fondatore e ceo di Universa questa forma di moneta elettronica non potrà essere considerata una vera criptovaluta.

L’e-dinar sarà di dominio statale. Inoltre sarà collegata alla valuta cartacea, pertanto la Tunisia non emetterà una nuova moneta. Parte delle riserve di denaro nazionali saranno spostate sulla piattaforma blockchain e i cittadini saranno in grado di scambiare i loro soldi fisici con quelli elettronici.

La blockchain proteggerà la valuta dalla contraffazione e in futuro renderà anche l’emissione di nuova moneta più economica e trasparente. “Le banconote elettroniche non possono essere contraffatte: ogni banconota è protetta dalla crittografia, così come la controparte cartacea ha le sue filigrane digitali. E la produzione di una banconota del genere è 100 volte più economica dello spreco di inchiostro, carta, elettricità per la stampa”, afferma il ceo di Universa.

Borodich si aspetta che la valuta digitale cambi il modo in cui operano le banche private. Le valute fisiche rimarranno presso la banca centrale, mentre gli istituti commerciali si limiteranno a fornire servizi e dovranno competere sulla loro qualità. Intanto, riporta il sito di informazione Cointehegraph, anche l’Unione europea starebbe prendendo in considerazione l’emissione di una propria valuta digitale.

Francesca Conti
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