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Ico, Consob passa la parola agli esperti

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’audizione pubblica di Consob sulle Ico ha rappresentato un modo per l’Authority per “conoscere e comprendere” meglio il fenomeno

  • ICOBench ha mappato 4.684 Ico realizzate in Europa tra il 2015 e il 2018

  • Gli ultimi dati di Deloitte dicono che nel 2018 il mercato statunitense valeva 11,4 miliardi di dollari, con 970 Ico realizzate nell’anno

Consob vuole prepararsi alla rivoluzione Ico, per questo il 21 maggio in Bocconi ha incontrato gli esperti del mondo delle Initial Coin Offering. Un’occasione di confronto essenziale per inquadrare i principi del fenomeno

La Consob chiama e il popolo delle Ico risponde. Sono stati tanti i professionisti e gli esperti del mondo delle Initial Coin Offering, che il 21 maggio si sono radunati presso l’aula magna dell’Università Bocconi. Il motivo? Confrontarsi con i rappresentanti della Consob su un mondo ancora orfano di regolamentazione. Un’audizione pubblica o – per usare le parole del commissario Paolo Ciocca – una “call for evidence” per “permettere alla Commissione di conoscere e comprendere il fenomeno”, ma anche un’occasione per far conoscere tra di loro i protagonisti di questo mondo.

Un mondo che – per quanto ancora dai contorni parzialmente indefiniti – si sta facendo largo tra gli interessi degli investitori. “Non esistono statistiche ufficiali. Gli unici dati che possiamo considerare tali sono quelli di Deloitte, che dicono che nel 2018 il mercato statunitense valeva 11,4 miliardi di dollari, con 970 Ico realizzate”, ha spiegato Stefano Caselli, professore ordinario della Bocconi. “Se questo dato è vero – ha sottolineato il professore – vuol dire che quel mercato ha superato la raccolta del venture capital. E le statistiche europee mostrano un andamento simile. Il sito ICOBench ha mappato 4.684 Ico realizzate in Europa tra il 2015 e il 2018. Si tratta di operazioni variegate, 28 industry diverse, di cui solo il 15% dedicate al lancio di vere e propre criptovalute”. E “dobbiamo tenere conto – ha concluso Caselli – che le Ico oggi si sviluppano in un contesto di mercato in cui gli asset alternativi sono di moda”.

L’obiettivo di Consob è quello di “lavorare e discutere per essere pronta se e quando si decidesse di costruire un sistema di offerta di crypto-asset. Un passo che dovrà poi essere fatto da governo e parlamento. Abbiamo degli obiettivi sostanziali di comprensione, concettualizzazione e traduzione di quel fenomeno all’interno del linguaggio e degli obiettivi della regolamentazione. Il tema è nuovo, ma restano gli obiettivi sostanziali di sempre. E il regolatore deve tradurre in questo nuovo gli obiettivi sostanziali della Vigilanza”, ha aggiunto Ciocca.

Marina Tambucci, responsabile dell’ufficio Regolamentazione di Consob, ha poi chiarito alcuni punti relativi al “Documento per la discussione” pubblicato dall’Authority, aperto a consultazione pubblica fino al 5 giugno. Tambucci ha spiegato che il documento rappresenta un “naturale punto di partenza per la discussione”. Consob “ha voluto porsi in prima linea nella diffusione del fenomeno delle Ico tra i portafogli degli italiani. Fin’ora è sempre stata fatta un’analisi ex post dei fenomeni, per valutare se le crypto attività avessero caratteristiche assimilabili a quelle dei prodotti finanziari (disciplinati da TUF)”. L’ottica del documento “è diversa: si agisce in fase preventiva, cercando di indentificare ex ante le caratteristiche identificative alla quale poter ricondurre una serie di ‘regole del gioco’”.

Tambucci ha precisato la necessità, per Consob, che crypto attività abbiano natura di strumenti finanziari. “Ci siamo accorti subito che non tutte sono così. E abbiamo stabilito che le emittenti potessero decidere se classificarli come tali o meno, con un approccio opt-in. Anche i crypto-asset che non sono di tipo finanziario potrebbero in futuro avere interesse ad entrare in un regime che garantisce maggiori tutele agli investitori”. Un altro requisito, “ma anche un elemento definitorio” è poi il fatto che “i diritti degli investitori si sostanzino in una registrazione digitale, che avviene tramite registri distribuiti. I registri devono consentire in qualsiasi momento di identificare i proprietari”, ha aggiunto Tambucci, ricordando uno degli elementi costitutivi dei token.

L’ultimo requisito identificato da Consob è la destinazione del capitale raccolto in funzione di un progetto imprenditoriale, indipendentemente dal fatto che riguardi startup o imprese in fase più matura. Infine, l’intento regolatorio di Consob comprenderebbe anche la destinazione delle crypto attività alla negoziazione sugli exchange: “Ci siamo resi conto che chi in veste in crypto attività ha delle aspettative di rendimento, non connesse solamente all’andamento dell’attività imprenditoriale. Per questo, la possibilità di scambio e disinvestimento rappresenta una tutela ulteriore per gli investitori”, ha sottolineato Tambucci.

I partecipanti all’audizione pubblica, che ritengono unanimemente l’iniziativa di Consob “un passo positivo, fondamentale e necessario”, sono infine intervenuti dando all’Authority degli spunti critici e di riflessione sull’argomento. Le perplessità dei professionisti riguardano soprattutto la necessità di includere nella riflessione di Consob anche le crypto attività che non siano utility token, quindi quegli asset digitali che potrebbero essere comunque scambiati su piattaforme di trading organizzate.

Un altro timore dei professionisti è che un intervento ‘dall’alto’ snaturare lo spirito del fenomeno delle Ico, strettamente correlato alla natura decentralizzata della blockchain. Dubbi e contraddizioni, tuttavia, che si inseriscono in uno spirito ottimista da parte dell’audience: “Lo stesso dibattito si registrava alla fine degli anni Novanta con riferimento a internet. Anche allora c’era chi riteneva necessario un intervento e chi no e sappiamo com’è andata, oggi le discipline ci sono”, ha commentato Maria Rosaria Maugeri, professoressa di diritto civile presso l’Università di Catania.

Francesca Conti
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