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Blockchain: crescono i progetti (e le aspettative)

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I paesi più coinvolti nell’implementazione della blockchain sono: gli Usa, la Corea del Sud, la Cina, il Regno Unito e l’Italia

  • In Italia le imprese, soprattutto le piccole e medie realtà non hanno una piena consapevolezza delle potenzialità della blockchain

A livello mondiale, ma anche italiano, i progetti dedicati alla blockchain sono cresciuti a livelli vertiginosi negli ultimi anni. Se ci si focalizza solo sul 2019 si nota come ci sia stata una crescita del 56% a livello globale

Una crescita del 56% nei progetti della blockchain a livello globale. Nel 2019 sono dunque 488 i nuovi progetti avviati nel mondo, il che porta a 1.045 i progetti blockchain e distributer ledger avviati. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’osservatorio blockchain e distributed ledger della School of management del Politecnico di Milano dei 488 nuovi progetti avviati, 158 sono implementativi (di cui appena 47 già operativi, il resto sono sperimentazioni o proof of concept), e 330 sono solo annunci. I progetti implementativi si concentrano principalmente nel settore finanziario (67), seguito dalla pubblica amministrazioni (25), dall’agro-alimentare (15) e dalla logistica (11). Riguardano i pagamenti 44 progetti, la gestione documentale (42) e la supply chain (31). Nella maggioranza dei casi (65%) le aziende hanno creato nuove piattaforme, piuttosto che utilizzare quelle esistenti.

A livello geografico gli Stati Uniti, la Corea del Sud e la Cina sono i paesi più attivi, rispettivamente con 53, 31 e 29 casi censiti. Ma in Europa, appena dopo il Regno Unito con i suoi 17 progetti, arriva l’Italia con 16. Gli investimenti in blockchain e distributed ledger nella penisola, nel 2019, hanno raggiunto 30 milioni di euro. Aspetto da non sottovalutare è che in Italia il 40% della spesa si concentra nella finanza e nelle assicurazioni, oltre che anche nell’ambito supply chain e tracciabilità di prodotto (in particolare nell’agro-alimentare che, sommando i vari settori in cui è applicato, vale il 30% degli investimenti) e la pubblica amministrazione.

Focus Italia

In Italia, le imprese sono ancora lontane da una piena consapevolezza. Solo il 37% delle grandi aziende e il 20% delle piccole e medie imprese (Pmi)conoscono le possibili applicazioni della blockchain e distributed ledger. E solo il 12% delle grandi e il 3% delle piccole e medie imprese pensano che impatteranno sul proprio business nei prossimi cinque anni. Se poi si guarda al lato applicativo le percentuali scendono notevolmente. Meno del 2% delle grandi aziende e dell’1% delle Pmi ad oggi ha già avviato dei progetti.

“Il basso numero di progetti operativi in Italia non è da imputare solamente a una mancanza di fiducia nelle tecnologie, ma anche alle scarse conoscenze, competenze e limitate risorse allocate per la gestione di progetti che richiedono alta complessità” sottolinea il report. Da un’indagine dell’osservatorio su 75 grandi aziende italiane con qualche esperienza su queste tecnologie emerge infatti che il 52% ha sviluppato una visione strategica, conoscendo la tecnologia e comprendendo la portata rivoluzionaria, ma solo il 9% ha definito persone e risorse economiche da dedicarci. Il 45% ha attivato sperimentazioni o progetti operativi, mentre il 55% non ha ancora realizzato nulla. Le principali barriere all’adozione riscontrate da chi non ha implementato progetti sono le difficoltà a individuare i benefici, sviluppare delle competenze e allocare risorse.

Viceversa, i principali benefici riscontrati dalle grandi aziende che hanno progetti (34) sono: il migliore rapporto con partner e fornitori per condividere informazioni (evidenziato dal 35%), la riduzione di frodi e manipolazione dati (29%) e una migliore riconciliazione di dati e pagamenti (29%). Poi vengono la maggiore fiducia verso partner e fornitori (26%), una maggior fiducia da parte dei clienti (26%) e l’automatizzazione dei processi (26%).

“Nel 2019 le tecnologie Blockchain e Distributed Ledger si sono consolidate e oggi sono guardate con grande interesse da tutti: sviluppatori, startup, aziende, big tech, pubbliche amministrazioni, governi e istituzioni – afferma Valeria Portale, co Direttore dell’Osservatorio blockchain e distributed ledger -. Sono cresciuti molti progetti avviati negli anni precedenti, sono state migliorate le prestazioni delle piattaforme, sono in arrivo importanti innovazioni tecnologiche come la ‘proof of stake’ di Ethereum 2.0. Sono entrati nuovi attori come Facebook e Telegram, si sono mosse le istituzioni pubbliche, si veda il caso dell’European blockchain service infrastructure. Ma sono ancora poche le applicazioni delle aziende in tutto il mondo, perchè il mercato fino ad oggi si è concentrato sulla realizzazione di nuove piattaforme che richiedono mesi o anni per passare al progetto operativo, piuttosto che sullo sviluppo di applicazioni e progetti”.

 

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