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Blockchain e bitcoin non sono la stessa cosa

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Redazione We Wealth
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16 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Molti pensano che blockchain e bitcoin siano la stessa cosa. Ma non è affatto così: la tecnologia dei blocchi va ben al di là delle cryptovalute

Bitcoin e blockchain

La blockchain consente di trasferire digitalmente valore, senza che questo venga duplicato. Permette inoltre di non doversi preoccupare della malafede altrui nei trasferimenti di denaro peer-to-peer. Tali caratteristiche hanno reso la blockchain la tecnologia più adeguata per il bitcoin e le altre criptovalute. Ma non si può scambiare l’una con l’altra. Jason Guthrie, head of capital markets, Europe, WisdomTree, affida a una nota le sue riflessioni sulla tecnologia dei blocchi.

Grazie alla natura open source del protocollo bitcoin, l’uso della tecnologia blockchain si è esteso ben oltre la criptovaluta originaria. Ecco dove: registro dei titoli azionari, emissione di obbligazioni, votazione degli azionisti, identità digitale, prestiti peer-to-peer, ecc. In fondo, la tecnologia blockchain è la tecnologia della tenuta sicura dei registri in un contesto caratterizzato dalla mancanza di fiducia.

Blockchain, tre ambiti fondamentali di applicazione

Se si pensa alle applicazioni della tecnologia blockchain, gli effetti presumibilmente saranno tre. Primo, l’eliminazione degli intermediari. Parecchie delle aree nelle quali si sta cercando di applicare la tecnologia blockchain sono spesso molto costose a causa del numero di intermediari coinvolti nel sistema. I servizi finanziari ne sono un esempio lampante. Secondo, le efficienze. Alcuni asset sono semplicemente molto inefficienti oggi. Chiunque abbia acquistato una casa o trasferito del denaro in un altro Paese lo sa bene. La tecnologia blockchain viene usata per mettere in piedi il sistema in grado di rendere la registrazione e il trasferimento di molti asset più semplice, rapido e veloce.

L’inclusione finanziaria

Terzo, l’inclusione finanziaria. Spesso i servizi sono limitati dalle dimensioni e dalle informazioni disponibili. A partire dalle Ipo. In questo caso infatti “è necessario che l’azienda abbia determinate dimensioni” perché le banche la prendano in considerazione. Ma nei Paesi emergenti, “molte persone non hanno accesso ai servizi bancari di base”. La blockchain può potenzialmente ridurre i costi e le barriere all’ingresso.

Quali le prospettive future della blockchain (bitcoin a parte)

Molti confondono il concetto di blockchain con quello di bitcoin. Certo, quest’ultimo ha rappresentato il primo esempio di blockchain, essendo ancora la sua applicazione più comune. Ma poi l’utilizzo della tecnologia dei blocchi ha fatto passi da gigante. Sia per creare altre criptovalute concorrenti sia per usi affatto diversi.

Risulta infatti che “la blockchain è capace di incrementare l’efficienza della cooperazione interpersonale“. Ma anche “di liberare il capitale umano da adoperare nel raggiungimento del prossimo grande traguardo dell’umanità”.

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