PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Agli operatori sanitari in prima linea con amore: Rijksmuseum e i conservatori Stedelijk donano mascherine e guanti

Agli operatori sanitari in prima linea con amore: Rijksmuseum e i conservatori Stedelijk donano mascherine e guanti

Salva
Salva
Condividi
Sharon Hecker
Sharon Hecker

21 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva

Mascherine e guanti dal Rijksmuseum di Amsterdam e non solo. Da un tweet della storica dell’arte Erma Hermens è nata una bella iniziativa di solidarietà agli operatori sanitari che in queste settimane stanno lottando contro il coronavirus

Pensando in modo creativo a come il mondo dell’arte possa aiutare durante la pandemia, un solo tweet può essere molto potente.

In una recente chat di Whatsapp, un gruppo di ricercatori e conservatori del Rijskmuseum discuteva su come i musei olandesi locali potessero sostenere l’emergenza Coronavirus. C’è una fortunata coincidenza: le maschere usate normalmente durante i trattamenti di conservazione delle opere d’arte – la maggior parte del tipo FFP1 e FFP3 – così come i guanti indossati per proteggersi durante il lavoro, possono essere utili ai medici che combattono l’epidemia COVID19 negli ospedali, negli studi medici locali ecc.

Per i conservatori, tali attrezzature vengono normalmente utilizzate quando si lavora su oggetti d’arte che possono essere infestati da muffe tossiche o che sono stati trattati con sostanze potenzialmente pericolose. Con il museo ora chiuso, e le attività di laboratorio per la conservazione delle opere d’arte sospese, è sembrata una buona idea vedere se fosse possibile donare le loro forniture, anche in piccole quantità, ai medici in prima linea.

Uno dei membri della chat, la storica dell’arte tecnica Erma Hermens, usando il suo account Twitter ha quindi fatto sapere al mondo dei social media che il Rijksmuseum stava cercando di donare le sue forniture ai medici che combattono il virus, chiedendo ad altri musei di partecipare.

Il suo tweet era originariamente inteso come una chiamata ad altri musei locali, come lo Stedelijk, il Van Gogh e il Mauritshuis Museum affinché facessero lo stesso nel caso avessero delle forniture simili nei loro studi di conservazione. Il post ha ricevuto 24.000 visualizzazioni e più di 120 retweet in un solo giorno, viaggiando rapidamente attraverso l’Europa, portando così altri musei europei, dalla Svizzera alla Norvegia, a decidere di fare lo stesso. “Ogni piccolo gesto aiuta!”, ha commentato la storica dell’arte.

Sharon Hecker
Sharon Hecker
Sharon Hecker, nata a Los Angeles e cresciuta a Tel Aviv, è storica dell’arte, curatrice, e autrice, specializzata in arte italiana moderna e contemporanea. Dopo collaborazioni con istituzioni museali come la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e la Galleria Christian Stein, oggi fornisce consulenze sulla due diligence per l’arte a collezionisti privati, art lawyers, wealth managers, family offices, case d’aste e fiere.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Filantropiacoronavirus