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Coronavirus, donazioni e fisco: come fare bene per bene

Coronavirus, donazioni e fisco: come fare bene per bene

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

27 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Il Decreto Cura Italia riconosce la solidarietà degli italiani e la ripaga con deduzioni e detrazioni di imposta

  • Le donazioni agevolabili possono essere fatte sia a titolo personale sia attraverso le imprese, con denaro o con beni e servizi necessari a contrastare la diffusione del virus

  • Le donazioni verranno utilizzate per acquisti straordinari di materiali di consumo, quali mascherine, tute protettive, disinfettanti e strumentazioni necessarie alle strutture sanitarie, ai medici, agli infermieri e al personale per la cura dei malati e limitare le occasioni di contagio

In tanti si stanno adoperando con donazioni per sostenere la protezione civile e gli ospedali impegnati in prima linea contro il coronavirus. Le erogazioni liberali a favore dell’emergenza sanitaria danno diritto ad un beneficio fiscale da utilizzare nella prossima dichiarazione dei redditi

Tra i primi ad attivarsi la coppia Fedez – Ferragni con una donazione personale e una raccolta fondi per la terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele.

Coronavirus e donazioni, la generosità degli italiani più ricchi al di là del fisco

Poi Silvio Berlusconi con la donazione di 10 milioni di euro alla Regione Lombardia per la realizzazione del padiglione sanitario della ex Fiera di Milano. Il progetto ha ricevuto poi il contributo di pari importo da parte di Giuseppe Caprotti, erede del co-fondatore di Esselunga Spa. E ancora gli Agnelli con un contributo di 10 milioni alla protezione civile. A loro si sono uniti tanti cittadini comuni. Si è mosso anche il settore bancario, come Intesa Sanpaolo che ha donato 100 milioni di euro alla protezione civile italiana e Banca Mediolanum con una iniziale donazione di 100 mila euro alla Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano cui ha fatto seguito una raccolta fondi per altre strutture ospedaliere della Lombardia.

E poi anche grandi aziende della moda come il Gruppo Giorgio Armani, Dolce&Gabbana, Etro e Prada, che hanno donato a ospedali milanesi e romani. Il Gruppo Ferrero con una donazione di 10 milioni alla struttura del commissario all’emergenza Domenico Arcuri. Moncler e il Gruppo Allianz ancora per il padiglione dell’ex Fiera di Milano. Tantissime le donazioni di denaro e di apparecchiature medico-sanitarie a ospedali e associazioni di tutta Italia. Grande il sostegno al personale impegnato in prima linea e alle strutture che curano i nostri malati.

E ora lo Stato interviene per ricompensare la solidarietà degli italiani con detrazioni e deduzioni di imposta. Una misura che alleggerirà il carico fiscale dell’anno 2020 di tutti i benefattori.

L’articolo 66 del Decreto Cura Italia (DL 18/2020) riconosce una serie di incentivi fiscali a chi effettua nell’anno in corso erogazioni liberali a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubblici, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro che fronteggiano l’emergenza da coronavirus.

Fisco, donazioni, coronavirus: persone fisiche e reddito d’impresa

Per le donazioni effettuate da persone fisiche e daenti non commerciali spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30% della donazione. La detrazione non può essere di importo superiore a 30.000 euro. Quindi il tetto massimo su cui il beneficio fiscale interviene è di 100 mila euro. Per le donazioni al di sopra di questo importo, l’incentivo rimane sempre di 30 mila euro nella sua misura massima.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, la disposizione prevede che le erogazioni siano deducibili dal reddito e non si considerino destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa. In questo caso non vi sono tetti massimi su cui calcolare la misura della deduzione fiscale. Di conseguenza le società possono portare in diminuzione del reddito di impresa l’intero ammontare della donazione come se si trattasse di un costo inerente all’attività esercitata. La donazione rileva anche ai fini dell’Irap nell’esercizio in cui è effettuata l’erogazione liberale.

Non solo denaro

Le donazioni, oltre che in denaro, possono effettuate fornendo beni e servizi utili all’emergenza. Ad esempio attrezzature sanitarie, tute sterili utilizzate dal personale medico e mascherine fino alle strumentazioni di terapia intensiva. In questi casi per la valorizzazione della donazione, ai fini del calcolo delle deduzioni e detrazioni spettanti, è previsto che si applichi il criterio del “valore normale”. Occorre cioè fare riferimento al prezzo mediamente praticato per i beni o servizi della stessa specie o similari in commercio.

Ulteriori specificazioni sono previste in relazione alle donazioni che hanno ad oggetto beni strumentali o beni merce. A livello documentale questo tipo di erogazioni liberali in natura devono essere supportate da una dichiarazione del donante con la descrizione analitica dei beni o dei servizi donati e del loro valore. Allo stesso modo la parte beneficiaria dovrà predisporre una dichiarazione con l’impegno ad utilizzare i beni ricevuti direttamente e per lo svolgimento dell’attività statutaria. Per le donazioni in natura di valore superiore a 30 mila euro occorre una perizia che attesti il valore del bene.

Sempre con il DL Cura Italia (art. 99) la Protezione civile è stata autorizzata ad accendere uno o più conti correnti bancari per ricevere in via esclusiva le erogazioni liberali per fronteggiare l’emergenza sanitaria. In attuazione di tale disposizione la Protezione civile ha aperto un conto corrente dedicato per le donazioni dall’Italia e dall’estero:

Banca Intesa Sanpaolo Spa

Filiale di Via del Corso, 226 – Roma

Intestato a Pres. Cons. Min. Dip. Prot. Civ.

IBAN: IT84Z0306905020100000066387

BIC: BCITITMM

alessandro@we-wealth.com

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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