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Acri, nel 2018 proventi fondazioni in calo ma più erogazioni

Acri, nel 2018 proventi fondazioni in calo ma più erogazioni

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Francesca Conti
Francesca Conti

18 Luglio 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Nel 2018 le iniziative finanziate dalle fondazioni di origine bancaria sono state 20.153, in crescita dell’1,1%, per un totale di 1.024,6 milioni di euro erogati

  • Sotto il profilo economico, nel 2018 i proventi sono stati pari a 1,1 miliardi di euro con un calo del 48% rispetto ai 2,1 miliardi rilevati l’esercizio precedente

  • L’Acri segnala che il “primo settore” di intervento delle fondazioni rimangono tasse e imposte che assorbono più di un terzo (36%) dell’avanzo di esercizio lordo (255,9 milioni)

Complice l’andamento dei mercati finanziari, il 2018 si chiude per le fondazioni di origine bancaria con un calo dei proventi. Ma le erogazioni aumentano, così come il numero di iniziative finanziate. I dati del rapporto annuale dell’Acri

Complice (anzi colpevole) l’andamento dei mercati finanziari dello scorso anno, nel 2018 i proventi delle fondazioni di origine bancaria registrano una “drastica diminuzione”. Ma il bilancio può dirsi positivo, visto aumentano le erogazioni ai territori, grazie a “un’accorta politica di accantonamenti” realizzata negli anni precedenti. Le fondazioni si confermano così a pieno titolo degli enti in prima linea per il benessere del tessuto sociale italiano.

Il consiglio dell’Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa) ha approvato il ventiquattresimo rapporto annuale, che presenta i dati aggregati delle fondazioni di origine bancaria riferiti ai dati di bilancio 2018. “Nel 2018 l’erraticità dei mercati ha determinato una drastica diminuzione dei proventi delle fondazioni”, ha spiegato Francesco Profumo, presidente di Acri.

“Ciò nonostante – ha aggiunto – grazie a un’accorta politica di accantonamenti realizzata negli anni precedenti, le fondazioni hanno mantenuto stabile il livello di erogazioni ai territori, che anzi è cresciuto fino a oltre un miliardo di euro”. La maggior parte delle risorse “sono andate a welfare e cultura. Le imposte hanno continuato ad assorbire più di un terzo dell’avanzo di esercizio lordo”, ha sottolineato il presidente eletto lo scorso 21 maggio.

A fine 2018 il patrimonio contabile delle fondazioni di origine bancaria è pari a 39,6 miliardi di euro e rappresenta l’87% del passivo di bilancio. Per effetto dell’andamento negativo delle quotazioni di Borsa, la composizione dell’attivo – che ammonta a 45,7 miliardi di euro– è leggermente diminuita rispetto a quella rilevata nel 2017 (pari a 46,1 miliardi). L’attivo è infatti costituito per il 94,1% da attività finanziare e solo per il 4,9% da beni mobili e immobili. Nell’ambito delle attività finanziarie, invece, gli investimenti immobilizzati hanno aumentato il loro valore, passando dal 62,3% al 65,3% dell’attivo, cui è corrisposta una riduzione della quota degli strumenti non immobilizzati dal 28,3% del 2017 al 25,3%.

Sotto il profilo economico, lo scorso anno ha registrato una diminuzione dei proventi, che hanno raggiunto l’importo di 1,1 miliardi di euro con un calo del 48% rispetto all’importo di 2,1 miliardi rilevato l’esercizio precedente, conseguente all’andamento non favorevole dei mercati, soprattutto nell’ultimo semestre dell’anno. La volatilità dei mercati, spiega Acri, si è infatti riflessa sia sui risultati delle gestioni patrimoniali, calate di 201 milioni di euro, rispetto al 2017, sia sui margini derivanti dalla gestione direttadegli strumenti finanziari, che nell’anno hanno fatto registrare una riduzione di 477,1 milioni di euro, dovuta alle svalutazioni degli strumenti non immobilizzati per i quali le fondazioni non hanno ritenuto di avvalersi della legge n. 119 del 2018 che consentiva di “sterilizzare” l’impatto sui bilanci dei cali di Borsa.

Complessivamente, nel 2018 le Fondazioni hanno fatto registrare una redditività lorda del patrimonio del 2,7%, in sensibile riduzione rispetto al 5,3% dell’anno precedente. La ridotta redditività ha avuto un effetto negativo sull’Avanzo di esercizio che è stato pari a 574,7 milioni di euro, sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente pari a 1,477 miliardi (-61,1%), con una conseguente riduzione della sua incidenza sul totale dei proventi risultata essere pari al 53,1%, rispetto al 70,7% del 2017.

Nonostante il calo dell’avanzo di gestione, per effetto esclusivamente delle svalutazioni connesse al negativo andamento dei mercati,il carico fiscale è rimasto elevato anche lo scorso anno. Benché non abbia raggiunto il picco di 487 milioni di euro del 2017, le imposte e tasse corrisposte nel 2018 sono state pari a 240,8 milioni, che, sommate alle imposte che le fondazioni scontano alla fonte, raggiungono un effettivo onere tributario pari a 323 milioni di euro.

Le imposte e tasse – segnala Acri –“consumano” così più di un terzo (36%) dell’avanzo di esercizio lordo e seguitano a costituire il “primo settore” di intervento delle fondazioni, assorbendoun ammontare di risorse ben maggiore di quelle, pari a 255,9 milioni di euro, destinate all’arte, attività e beni culturali. Dai bilanci delle fondazioni che hanno rilevato un avanzo di esercizio positivo emerge che le stesse hanno accantonato 214,7 milioni alle riserve patrimoniali (inclusa la copertura di disavanzi pregressi), in diminuzione rispetto ai 474 milioni del 2017, e hanno destinato 596,7 milioni ai fondi per l’attività erogativa, con un decremento nell’anno del 45% rispetto al 2017.

I numeri delle erogazioni

L’attività erogativa (le delibere assunte) nel 2018 delle fondazioni di origine bancaria è stata pari a 1.024,6 milioni di euro (inclusi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato ex art. 62 del d.lgs. n. 117 del 2017), in aumento del 4,1% rispetto ai 984,6 milioni del 2017, cui corrisponde un tasso di erogazione del 2,6% sul patrimonio medio dell’insieme delle fondazioni.

Le iniziative finanziate sono state 20.153, in crescita dell’1,1%. L’attività erogativa, sottolinea l’Acri, è stata sostenuta dall’utilizzo, in funzione anticiclica, delle disponibilità dei fondi di stabilizzazione delle erogazioni. Per quanto riguarda la distribuzione delle erogazioni per settore di intervento, nel 2018 è sempre il settore arte, attività e beni culturali che assorbe la maggior parte delle risorse, peraltro in crescita rispetto al 2017, con 255,9 milioni di euro (pari al 25% delle somme erogate) e 7.378 interventi (corrispondenti al 36,6% del numero totale).

Seguono, seppur a una certa distanza, il settore ricerca e sviluppo, che fa registrare erogazioni per 140,5 milioni di euro e 1.214 interventi (il 13,7% degli importi e il 6% del numero delle iniziative) e il settore volontariato, filantropia e beneficenza, cui sono state destinate risorse pari a 129,8 milioni di euro, finanziando 2.201 iniziative (pari, rispettivamente, al 12,7% degli importi e al 10,9% del numero di interventi). Il settore assistenza sociale, benché in calo rispetto al 2017, con 115,5 milioni di euro e 1.948 interventi (l’11,3% degli importi e il 9,7% degli interventi), costituisce il quarto settore di intervento.

Completano i settori a maggiore vocazione di intervento l’educazione, istruzione e formazione, al quinto posto della graduatoria, con 100,4 milioni di euro erogati (9,8%) e 3.427 interventi (17%), lo Sviluppo locale, in crescita rispetto all’anno precedente, con 83 milioni di euro e 1.696 interventi (l’8,1% degli importi e l’8,4% dei progetti) e, infine, il settore Salute pubblica che, ricevendo 46 milioni di euro (4,5%) per 818 interventi (4,1%), fa rilevare una lieve riduzione (-0,8%) rispetto al 2017. Gli altri settori raccolgono nel loro insieme appena il 3,3% delle erogazioni.

Un progetto rivolto ai minori

Una riflessione a parte, per Acri, merita il fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che, nel 2018, in termini di risorse destinate pesa per l’11,7% sul totale delle delibere, che non viene considerato nella precedente graduatoria perché si tratta di un progetto nazionale con profili rilevanti per diversi settori quali educazione, istruzione e formazione, assistenza sociale, volontariato, filantropia e beneficienza e famiglia e valori connessi, che hanno orientato per una apposita distinta rilevazione.

Nei primi tre anni di attività il fondo, tramite l’impresa sociale Con I Bambini, soggetto attuatore individuato da Acri, ha assegnato contributi per 213 milioni di euro per il sostegno di 271 progetti nell’ambito di tre bandi nazionali distinti per fasce di età dei minori. A questi bandi, si aggiunge il finanziamento, per 2,6 milioni di euro, di progettualità nelle zone terremotate del Centro Italia e la realizzazione di 19 iniziative congiunte in cofinanziamento con altri soggetti privati per le quali è stato stanziato un importo pari a 9,1 milioni di euro.

Il welfare – che raccoglie i settori assistenza sociale, salute pubblica e volontariato – ha ricevuto in totale 291,3 milioni di euro; risorse queste a cui vanno sommati 119,7 milioni di euro specificatamente indirizzati nel 2018 da 72 fondazioni associate ad Acri al fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. La quota complessiva per il welfare tocca così i 411 milioni: oltre il 40% del totale erogazioni.

Francesca Conti
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