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Food e sostenibilità: opportunità per imprese e investitori

Food e sostenibilità: opportunità per imprese e investitori

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

26 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Sostenibilità e finanza sono sempre più connesse. L’attenzione a tematiche ambientali, sociali e di governance riguarda ormai ogni aspetto della nostra vita e si va affermando anche nelle strategie aziendali e nelle scelte di investimento. Cosa significa tutto questo per chi vuole investire?

Un terzo della produzione alimentare globale viene sprecato ogni anno. Ciò significa emissione di gas serra inutili. “Se lo ‘spreco’ fosse un Paese, sarebbe il terzo Paese responsabile al mondo di emissioni dopo Stati Uniti e Cina” ha commentato Paolo Federici, Market Head di UBS Global Wealth Management in Italia, nel corso dell’evento Food: il futuro del settore agroalimentare, per il progetto Il Vocabolario della Sostenibilità. Non è però questo l’unico problema.

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Settore agroelimentare: qualche numero

Quando parliamo di sostenibilità nel settore agroalimentare c’è una parola che non può essere ignorata: la biodiversità, importante anzitutto per una questione di approccio.

Partendo da qualche numero, complessivamente nel mondo sono conosciute circa 30 mila specie di piante commestibili. Di queste, l’uomo ne ha coltivate 7 mila. Le piante attualmente coltivate in maniera intensiva sono circa 130; le colture che coprono la maggior parte della nostra dieta sono 30; di queste, solo 3 rappresentano oltre il 50% dell’alimentazione umana: riso, grano, mais.

Di fronte a tali numeri, la domanda da porsi è una, ha spiegato Marco Gualtieri, fondatore diSeeds&Chips: da che parte del cambiamento vogliamo porci? Da quella di coloro che proseguono accantonando la biodiversità o da quella di chi vede un potenziale da scoprire e implementare?

L’importanza dell’agroalimentare

Il settore agroalimentare è il più grande comparto economico al mondo, sia in termini economici che occupazionali: il 40% della popolazione lavorativa mondiale è coinvolta nella filiera produttiva” ha sottolineato Gualtieri. L’agroalimentare vive inoltre una condizione dicotomica in tema di sostenibilità: è infatti uno dei maggiori responsabili del riscaldamento globale, ma anche uno dei comparti più colpiti. E’ in questo contesto che nuove eccellenze avviano mercati nuovi, capaci di unire la tradizione dei sapori all’innovazione nei metodi di coltivazione. Tra queste eccellenze spicca Planet Farms, leader di settore nel vertical farming, con una strategia di qualità, a basso spreco di risorse e a km zero.

Open innovation ed eccellenze italiane

Inclusione, innovazione e collaborazione diventano così gli aspetti chiave dell’open innovation, un passaggio fondamentale per applicare conoscenza e competenze tecniche al miglioramento dei processi, anche di quelli più consolidati. È in tal senso che eccellenze italiane, come Caffè Vergnano e Nonno Nanni, si sono evolute col tempo, investendo e innovando nella direzione della sostenibilità: non solo produzione, packaging compostabile e distribuzione, ma ancherelazioni con l’ambiente e le comunità.

Tre grandi direttrici del cambiamento

È possibile individuare tre grandi direttrici del cambiamento nell’ambito agroalimentare, legate ad una crescente sensibilità per la materia e a nuove prospettive di crescita future. Anzitutto, l’evoluzione dei modelli di consumo, che porta ad avere sempre maggior attenzione al cibo e all’ambiente. In seconda analisi, la ricerca di alternative sostenibili: secondo le stime di UBS Global Wealth Management, le alternative proteiche a base vegetale cresceranno ad un ritmo annuo del 28% fino al 2030, che si confronta con un dato di Pil mondiale che non sarà superiore al 4,5%. Infine, l’innovazione tecnologica e di processo, che si sostanzia non solo nella fase produttiva ma anche distributiva e che impatterà in maniera sempre più incisiva.

A ciò si affiancheranno le politiche economiche e gli investimenti che governi e autorità stanno compiendo attraverso incentivi, regolamentazione e sanzioni.

Investire nel food: le opportunità sostenibili

In un contesto di mercato complicato dalla pandemia da coronavirus, seguire l’innovazione del comparto agroalimentare significa puntare su quelle realtà in grado di cogliere le opportunità di questo cambiamento. Un cambiamento, come sottolineato da Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management in Italia, dispendioso sia dal punto di vista delle risorse impiegate, sia in termini culturali, che può spingere fuori dal mercato quelle aziende incapaci di recepire la disruption.

Entro il 2030, il fatturato di settori quali le proteine vegetali, il farming 4.0, l’utilizzo di dati e robot, lo studio e il trattamento delle sementi dovrebbe segnare da attese una crescita a doppia cifra” ha commentato Ramenghi.

La sostenibilità è destinata a radicarsi nel nostro futuro. E anche il mondo finanziario prosegue sempre più in questa direzione.

Proseguono gli incontri online di UBS Global Wealth Management
per la rassegna “Il Vocabolario della Sostenibilità”

Investire nel food: quali prospettive per i settore agroalimentare?

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ubs wm

 

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