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Portafoglio obbligazionario: il ruolo dei criteri ESG

Portafoglio obbligazionario: il ruolo dei criteri ESG

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INVESCO
David Scales – Senior ETF Content Strategist Invesco

08 Luglio 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Riteniamo che il 2020 possa essere un punto di svolta, in cui molti investitori potrebbero iniziare a riflettere sul profilo ESG del proprio portafoglio obbligazionario al pari di quanto fatto per le azioni

Gli ETF che considerano i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) delle società in cui decidono o meno di investire hanno raccolto una quantità record di asset nell’ultimo anno e mezzo, anche in condizioni di volatilità dei mercati. La stragrande maggioranza di tali flussi si sono registrati verso i prodotti azionari, in apparente contrasto con la complessiva predominanza di investimenti in ETF obbligazionari di questo periodo. Noi riteniamo che il 2020 possa essere un punto di svolta, in cui molti investitori potrebbero iniziare a riflettere sul profilo ESG dei propri portafogli obbligazionari proprio come fanno per le azioni.

Filtro ESG e fondi obbligazionari

Nel settore degli ETF, lo sviluppo del prodotto avviene parallelamente alla domanda degli investitori, spesso in risposta ad una domanda crescente e raramente in sua assenza. Dobbiamo dunque porci la questione “Vi è sufficiente domanda per fondi obbligazionari che applichino qualche tipo di filtro ESG?”.

Iniziamo con la seconda parte della domanda. Come accennato, il comparto ESG è stato una delle categorie di ETF in più rapida crescita nel 2019. Considerando i $9,8 miliardi di nuovi asset registrati nei primi cinque mesi di quest’anno, tutto lascia supporre che gli investimenti ESG siano ora più richiesti che mai. Per molti la priorità è stata contrastare i rischi del cambiamento climatico, problematica dalle conseguenze immediate che rimane critica; tuttavia, la pandemia e più di recente il dibattito sull’uguaglianza razziale suggeriscono che probabilmente i fattori ESG rivestiranno un’importanza sempre maggiore per gli investitori.

La mancanza di domanda

Se dunque vi è un forte interesse per i criteri ESG, forse quello che si sta verificando è la mancanza di domanda di prodotti obbligazionari in generale. I fatti, tuttavia, dimostrano il contrario. Negli ultimi quattro mesi il mercato ETF ha visto i flussi obbligazionari superare puntualmente quelli dei prodotti azionari, dopo un periodo di cinque mesi consecutivi in cui le azioni erano favorite. Questo cambio di atteggiamento nei confronti del rendimento fisso, come sappiamo, è scaturito dai timori legati all’attuale pandemia. Molti investitori hanno venduto tutte le proprie azioni e obbligazioni societarie per puntare sui cosiddetti “rifugi sicuri”, ovvero la liquidità, l’oro e i titoli di stato.

Le banche centrali sono intervenute per instillare un po’ di calma – e di necessaria liquidità – nei mercati. Hanno tagliato i tassi di interesse ove possibile, aumentando drasticamente (ovvero ampliando, nel caso della Fed) i propri programmi di acquisto di titoli. Questo trend di acquisto di asset è ciò che ha incoraggiato gli investitori a puntare soprattutto sugli ETF di credito investment grade. E gli acquisti continuano.

…e la scarsità di prodotti adeguati

Se l’appetito per le obbligazioni societarie è evidente, i flussi verso le variazioni ESG sono stati limitati. La ragione, in parte, potrebbe essere la mancanza di prodotti adeguati. Quattro anni fa, solo l’1-2% degli ETF quotati in Europa aveva un obiettivo a sfondo ESG. Lo stesso valeva per i prodotti azionari e obbligazionari, sia in termini di AuM che di numero di ETF.

In Europa esistevano solamente otto ETF ESG obbligazionari. Nel giugno 2019 ve ne erano ancora solo 18, mentre oggi il loro numero è in crescita e supera le 30 unità. I mercati obbligazionari sono generalmente più complessi di quelli azionari, perciò i fornitori di indici potrebbero metterci più tempo a costruire benchmark che rispondano alle esigenze degli investitori, e che siano al contempo abbastanza diversificati e appetibili in termini di investimento. Inoltre, un emittente di ETF potrebbe decidere di migliorare o modificare in qualche modo l’indice, ad esempio stabilendo esclusioni e soglie di liquidità aggiuntive.

Positivi sul mercato obbligazionario ESG

Ci attendiamo che il mercato obbligazionario ESG continui a svilupparsi nel corso dell’anno. Sebbene le obbligazioni non offrano agli investitori le stesse opportunità di interazione con le società offerte dalle azioni, con il diritto di voto che ne consegue, molti ritengono che abbia comunque senso evitare almeno certi tipi di società. L’ampia scelta e disponibilità di ETF dovrebbe fornire agli investitori un mezzo efficace per allineare le proprie allocazioni obbligazionarie e opinioni sui temi ESG, proprio come hanno fatto finora per le azioni.

 

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EMEA 5353 /2020
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