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Sempre più centenari al lavoro

Sempre più centenari al lavoro

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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L’aspettativa di vita si sta allungando. Si festeggiano sempre più centenari e qualcuno pensa che è già nata la persona che raggiungerà i 150 anni. Questo porta però diverse conseguenze, soprattutto nel mercato del lavoro

Buon 150° compleanno! L’aspettativa di vita aumenta e per le prossime generazioni non sarà raro festeggiare il 100° compleanno o anche il 150°. Qualcuno pensa infatti che la prima persona che raggiungerà i 150 anni sia già nata. Questo allungamento delle prospettive di vita avrà però un effetto sul mercato del lavoro e sul modo di pianificare la carriera. Al giorno d’oggi siamo infatti abituati a pensare la nostra vita lavorativa divisa in tre fasi: studio, lavoro, pensione. Ma se si vive più a lungo si andrà in pensione più tardi e dunque i lavoratori e i datori di lavoro devono iniziare a pensare in modo diverso.

Il cambio di prospettiva che si deve fare non è dei più semplici, ma risulta essere necessario.  Alcuni degli interrogati a cui si dovrà dare una risposta sono: Quale sarà la mezza età quando la maggior parte di noi vivrà 100 anni? E se le condizioni generali di salute continuano a migliorare, molte persone potranno avere figli in età più avanzata di adesso. Qualcuno magari potrebbe scegliere di intraprendere una “prima” carriera, poi sposarsi, avere dei figli e successivamente iniziare una seconda carriera. Insomma, come si può ridisegnare le varie fasi della vita? Ma soprattutto che ruolo hanno le imprese in questo cambiamento?

Gli esperti di Cornerstone OnDemand hanno analizzato le quattro aree più importanti che le aziende devono rafforzare per favorire l’evoluzione del mercato del lavoro

  1. Finanze. Quando tra i lavoratori iniziano a esserci persone di età molto variabile e alcuni sono magari di età più avanzata ma allo stesso tempo nuovi di quel particolare settore, perché hanno iniziato una seconda carriera, i salari non saranno necessariamente legati all’età e all’anzianità di servizio. Sarà necessario ripensare a come usare il salario e i bonus per attirare e trattenere i talenti di ogni età.
  2. Salute. Molte aziende già oggi offrono benefit come i massaggi settimanali, palestre o un’assicurazione sanitaria integrativa. Iniziative come queste diverranno sempre più importanti all’aumentare dell’età e della permanenza al lavoro. Di nuovo, le offerte più interessanti permetteranno di attirare e trattenere i lavoratori migliori.
  3. Studio/formazione. Quel che era importante dieci anni fa in un particolare settore, non è detto che lo sia oggi. Per questo, è essenziale sviluppare e ri-formare costantemente i lavoratori, dato che le competenze apprese nelle prime fasi della carriera non saranno probabilmente mai più usate. Formazione interna, corsi, portali per l’apprendimento, ma anche consentire al lavoratore di conseguire una laurea completamente diversa e rientrare in un nuovo ruolo sono tutte opportunità preziose. È però importante tenere a mente che le generazioni più giovani hanno un minor grado di fedeltà all’azienda e nel corso di una carriera più lunga si sposteranno in diverse aziende. Non bisogna però evitare di formare i dipendenti per il timore che possano passare alla concorrenza. In una società che invecchia, anche i concorrenti dovranno formare i propri dipendenti, che potrebbero a loro volta approdare nella nostra azienda.
  1. Equilibrio tra lavoro e vita privata. Gli individui con un buon equilibrio tra lavoro e vita privata spesso godono di migliore salute e restano più a lungo in azienda. Allo stesso tempo è vero che tra le generazioni più giovani molti attribuiscono molto valore a questo equilibrio quando cercano lavoro. Come datore di lavoro è dunque una buona idea provare a rendere più semplice trovare questo equilibrio. Le opportunità di lavorare in modo flessibile e da casa, così come la possibilità di fruire di anni (o anche solo mesi o settimane) sabbatici durante i quali la persona continua a essere parte dell’azienda, magari conservando in tutto o in parte lo stipendio, sono benefit da considerare attentamente.
Giorgia Pacione Di Bello
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