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Rendimenti negativi: ecco le risposte delle assicurazioni

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • “In un mondo basato su un livello di indebitamento generale elevato, i tassi di interesse bassi o negativi favoriscono la stabilità del sistema e vanno visti come il male minore” dichiara Andrea Conti, responsabile macro research di Eurizon, durante il Festival delle assicurazioni

  • Luigi Di Falco, responsabile assicurazione Vita di Ania, agiunge come “i prodotti di risparmio assicurativo garantito hanno per natura una corrispondenza biunivoca con le condizioni dei mercati finanziari, dovendo bilanciare la competitività dell’offerta con i requisiti di vigilanza”

Durante la seconda giornata del festival delle assicurazioni si è trattato il tema dei rendimenti negativi. Come hanno cambiato il mercato? Si tratta di un fenomeno transitorio o perdurerà nel tempo? Eurizon, Ania e Euclidea hanno cercato di rispondere alle domande

Rendimenti negativi e assicurazioni. Un binomio che ultimamente sta caratterizzando il settore. Ma il periodo dei tassi bassi è transitorio o continuerà nel tempo? A queste e ad altre domande si è cercato di dare una risposta durante la seconda giornata del festival delle assicurazioni. Secondo Andrea Conti, responsabile macro research di Eurizon “in un mondo basato su un livello di indebitamento generale (per famiglie, imprese, governi) elevato, i tassi di interesse bassi o negativi favoriscono la stabilità del sistema e vanno visti come il male minore rispetto al rischio di una riedizione delle crisi dei debiti stile 2008 o 2011. In questo senso è difficile pensare che, in un futuro prossimo, i tassi di interesse possano salire in modo significativo rispetto ai livelli attuali. Ne consegue che investire vuol dire sempre meno rifugiarsi nella rendita, che i tassi negativi non remunerano più, e sempre più sostenere le attività produttive (azioni, attività reali) ovvero sostenere, e beneficiare, dei progressi del genere umano”. Inoltre, Conti ha sottolineato come la strada per arrivare a questa situazione è stata lunga e i rendimenti negativi sono stati la diretta conseguenze delle azioni messe in atto dalle “banche centrali che hanno deciso di ammazzare l’inflazione. Un altro motivo ha riguardato il rischio di deflazione; un rischio che continua ad esserci perché anche i paesi emergenti” hanno iniziato a perdere un po’ di slancio. “Ma – conclude Conti- il vero motivo che ha portato ai rendimenti negativi è stato la questione del debito”.

Sull’argomento è intervenuto anche Luigi Di Falco, responsabile assicurazione vita di Ania, sottolineando come “i prodotti di risparmio assicurativo garantito hanno per natura una corrispondenza biunivoca con le condizioni dei mercati finanziari, dovendo bilanciare la competitività dell’offerta con i requisiti di vigilanza. In un contesto di tassi negativi o bassi la praticabilità di garanzie inferiori al capitale investito sembrerebbe non solo possibile ma diverso per esigenze di stabilità”. Secondo Di Falco “restano dei dubbi, causati dall’assenza di disposizioni specifiche o criteri di determinazione del livello delle garanzie. Il risultato è che le imprese negli ultimi anni hanno adeguato le strutture di garanzia mantenendo di norma, anche se a certe condizioni, almeno la restituzione del capitale investito”. Una delle conseguenze più incisive è il cambiamento per gli investimenti. “Oggi le azioni sono diventate obbligazioni e le obbligazioni sono diventate azioni. Chi investe in obbligazioni oggi deve diventare un trader”, sottolinea Emanuele Vizzini, direttore generale di Investitori Sgr.

Infine, Stefano Rossi, Ad di Euclidea, ha sottolineato come “un elemento importante per la composizione portafoglio è il costo di gestione. In un orizzonte di tassi negativi diventa importante la selezione che si fa a monte” per quanto riguarda gli investimenti.

 

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