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Ramo vita I e III, raccolta premi altalenante

Ramo vita I e III, raccolta premi altalenante

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

28 Agosto 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha pubblicato il bollettino statistico con i dati relativi all’attività assicurativa nei rami vita I e III tra il 2012 e il 2017

  • Per il ramo vita I l’anno d’oro è stato il 2014, mentre per il ramo III il 2015

Secondo le ultime statistiche pubblicate dall’Ivass, istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, il ramo vita I tra il 2012 e il 2017 ha registrato un decremento pari al 14,7%. Tendenza opposta per il ramo vita III

Il ramo vita I mostra un decremento del portafoglio pari al – 14,7% (62 miliardi di euro) tra il 2012 e il 2017. Somma che aveva raggiunto il massimo nel 2014 quando la raccolta aveva sfiorato gli 83 milioni di euro. Andamento opposto invece per il ramo vita III che registra una crescita del 25% (30,1 miliardi di euro) con un tasso medio annuo del +16,8% e picchi di oltre il 40% nel 2014 e il 2015. Il ramo III ha avuto un progressivo incremento dal 2011 fino al 2015 e una riduzione nel 2016 (-24,5%), per poi registrare un nuovo aumento nel 2017 del 25%. Secondo i dati, che emergono dalle ultime statistiche pubblicate dall’ Ivass (istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), l’incidenza del ramo III sul portafoglio complessivo vita è passata dal 24% al 31%

immagine tabella

Nel dettaglio l’analisi mostra come ci sia stato un lieve incremento del rapporto oneri per sinistri/ riserve matematiche e una riduzione delle operazioni di riscatto rapportate alle riserve matematiche, per ramo I. Per il ramo III, si parla invece di una riduzione dei due indici negli ultimi tre anni.

Inoltre, crescono anche le spese di gestione sui premi contabilizzati nel ramo I. Lo stesso indicatore per il ramo III resta invece invariato rispetto al 2016, anche se il portafoglio polizze si sia incrementato. Le riserve tecniche del ramo I hanno inoltre registrato un incremento, anche a fronte della riduzione della raccolta premi. Dati positivi anche per il ramo III dove si riscontra un incremento delle riserve, dovuto al contenimento degli oneri per sinistri e all’incremento della produzione. Per quanto riguarda invece i redditi degli investimenti il ramo I ha contribuito al ramo tecnico, per un importo pressoché costante rispetto al 2016. Nel 2017 si parla infatti di 13,5 miliardi e nel 2016 di 13,6 miliardi di euro. Nel ramo III, contraddistinto da maggiore volatilità dovuta al diverso criterio di contabilizzazione degli altri e dall’assistenza di garanzie finanziarie per l’assicurato, gli investimenti hanno resto 18,8 miliardi di euro a fronte di 15,4 dell’anno precedente.

Giorgia Pacione Di Bello
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