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Polizze vita, uno strumento per ridurre il rischio Paese Italia

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

10 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • La situazione di incertezza e di tensione che sta vivendo l’Italia si sta ripercuotendo sul flusso dei capitali dal nostro Paese verso l’estero

  • Diversi clienti-investitori più facoltosi si stanno già muovendo chiedendo di aprire dei conti all’estero o di sottoscrivere polizze di private insurance con compagnie estere

In questo contesto di incertezza geopolitica e di riflettori puntati sull’Italia, le polizze vita di diritto lussemburghese possono essere una sorta di bene rifugio, per ridurre il bias/rischio Paese, beneficiando al tempo stesso di una fiscalità attraente e di un valido strumento di pianificazione successoria e patrimoniale

Durante il recente G20 tenutosi a Buenos Aires, il Fondo monetario internazionale ha confermato che “gli spread sono aumentati in alcuni Paesi, inclusa l’Italia, dove i timori per l’elevato debito pubblico e gli slittamenti nelle politiche potrebbero innescare ulteriori reazioni negative del mercato” e ha invitato il nostro Paese, impegnato nella partita sulla manovra con l’Europa, a uno sforzo di consolidamento. We Wealth ha chiesto a Marco Caldana, presidente di Farad Group, qual è la sua view sul mercato italiano e quali strumenti si possono mettere in atto per ridurre il rischio Paese Italia.

 

Fotografia di Marco Caldana, presidente di Farad Group
Marco Caldana, presidente di Farad Group

Caldana, nel corso del 2018, molti capitali sono fuoriusciti da nostro Paese. Come vede la situazione italiana?
Segnali che la situazione di incertezza e di tensione che sta vivendo il Belpaese si stiano ripercuotendo sul flusso dei capitali dall’Italia verso l’estero erano già emersi nei mesi scorsi. In due mesi, maggio-giugno 2018, il peggioramento ammonterebbe a 55 miliardi. Non si può parlare di vera e propria fuga di capitali ma il segnale è chiaro.
Debito, spread e crescita rappresentano una reale morsa che sta stringendo l’Italia. Le condizioni dei mercati italiani sono poco attraenti per gli investitori. Il differenziale tra Btp e Bund che schizza per la paura dell’uscita dall’euro o la risicata vendita di 25 miliardi di titoli di Stato fanno riflettere. In questi momenti di incertezza e di timore sul futuro il mercato prende inevitabilmente una posizione di avversione al rischio.

Gli operatori del settore, private banker in particolare, segnalano come i loro clienti-investitori più facoltosi si stiano già muovendo chiedendo di aprire dei conti all’estero o di sottoscrivere polizze di private insurance con compagnie estere. Ma qual è il loro vero timore?
Non di una patrimoniale, dal momento che operazioni del genere sono tutte sotto la luce del sole e dichiarate nel quadro RW della dichiarazione dei redditi o gestite da compagnie straniere che operano come sostituto di imposta. Il motivo è tutelarsi dagli scenari più estremi: quello dell’uscita dell’Italia dall’euro o quello di un blocco dei capitali come accaduto in Grecia con l’arrivo della troika o da una crisi bancaria, a causa dello spread, che possa portare fino al bail-in di qualche istituto. Si tratta di paure che iniziano a condizionare i comportamenti.

In questo scenario, che ruolo possono ricoprire le polizze vita?
In questo contesto le polizze vita di diritto estero diventano strumenti privilegiati, offrendo importanti vantaggi di tipo fiscale, per la pianificazione successoria, di protezione e rappresentano al tempo stesso una sorta di bene rifugio dal rischio Paese Italia.
Il differimento dell’imposta sostituiva sulle plusvalenze si traduce in un vantaggio che impatta sensibilmente sul patrimonio dell’investitore.
Ai fini tributari, infatti, questi strumenti permettono di differire al momento del riscatto o della successione generazionale le imposte sui redditi in relazione ai proventi derivanti dalle attività in polizza, nonché l’imposta di bollo. Confrontando un investimento di un orizzonte di 10 anni effettuato nel 2009 sui mercati azionari e il medesimo investimento in polizza, il differimento dell’imposta sostitutiva si traduce in un maggiore incremento del patrimonio del 1,2% su base annua.
In termini di pianificazione successoria, la libera designazione dei beneficiari del prodotti assicurativi vita offre la possibilità di organizzare e programmare la ripartizione del proprio patrimonio. Questo perché il capitale pagato dalla compagnia assicurativa ai beneficiari non entra a far parte del patrimonio ereditario e non è soggetto quindi alle regole sulla successione.
Inoltre, le somme dovute dalla compagnia al contraente o al beneficiario di un prodotto assicurativo sono impignorabili e insequestrabili, in base al principio stabilito dall’articolo 1923 del Codice Civile. Questo significa che il capitale costituito non può essere generalmente sottoposto ad azione esecutiva, impignorabilità, o cautelare, insequestrabilità.
Se a questi vantaggi aggiungiamo la possibilità per l’investitore di proteggere ulteriormente il suo patrimonio dal rischio Paese Italia, allora capiamo il motivo per cui in questa fase storica la polizza di diritto lussemburghese diventa uno strumento che gli investitori tendono a privilegiare.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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