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Pepp, aspetti positivi e negativi

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Redazione We Wealth
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05 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’introduzione dei Pepp risponde alle sfide dell’invecchiamento della popolazione e contemporaneamente incoraggia il risparmio pensionistico complementare

  • Per l’Italia un aspetto negativo è la fiscalità e la volontà della Commissione di dare lo stesso trattamento fiscale ai Pepp e ai prodotti nazionali

L’ultimo giorno del Salone del Risparmio 2019 si è concentrata l’attenzione sui Pepp. Sono stati sviscerati gli aspetti negativi e positivi dello strumento paneuropeo

I Pepp sono stati i protagonisti dell’ultima giornata del Salone del Risparmio 2019. I Pepp sono stati concepiti per rispondere alle sfide presentate dall’invecchiamento della popolazione, ma anche per incoraggiare il risparmio pensionistico complementare (solo 67 milioni su 243 cittadini europei, tra i 25 e i 59 anni, possiedono un piano pensionistico complementare). Questi strumenti risultano inoltre necessari anche perché al momento il panorama dei prodotti individuali è molto variegato con caratteristiche molto diverse da stato membro a stato membro. Questo impedisce ai fornitori di massimizzare i costi. Inoltre i Pepp danno la possibilità di entrare in un mercato dominato dalle società delle assicurazioni (il 70% dei fondi pensionistici complementari è gestito dal mercato assicurativo).

Aspetti positivi dei Pepp

I Pepp possono contribuire alla solidità dei sistemi previdenziali tramite lo sviluppo della componente a capitalizzazione, soprattutto nei paesi o nei settori dove i fondi occupazionali fanno più fatica ad affermarsi. IPepp favoriscono inoltre anche la mobilità transfrontaliera dei lavoratori e aiutano a mantenere i prezzi bassi. Infine, favoriscono l’allocazione del risparmio a favore di investimenti strutturali e di lungo periodo. Nella creazione dei Pepp, si è sottolineato durante il convegno, c’è una “ripresa” del modello italiano del mercato dei prodotti previdenziali individuali. Le compagnie di assicurazione e gestioni finanziari competono tra loro nello stesso segmento di mercato tramite prodotti concorrenti. Inoltre, i provider nazionali sono posti in una posizione di favore rispetto ai competitor europei (esperienza e conoscenza del mercato locale). Ci possono però essere dei vantaggi anche dal punto di vista degli aderenti, se una maggiore offerta determinerà una pressione al ribasso dei costi anche per i prodotti nazionali. Dal punto di vista squisitamente italiano c’è però una criticità da tenere in considerazione: il lato fiscale. La Commissione si aspetta infatti che i Pepp ricevano gli stessi benefici fiscali riconosciuti ai prodotti nazionali. Ma così l’attuale modello Ett non risulterebbe competitivo e dunque l’introduzione dei Pepp potrebbe quindi determinare la necessità di un ripensamento delle regole fiscali per tutta la previdenza complementare.

Aspetti negativi

La Covip sottolinea come l’autorizzazione dei Pepp affidata alle autorità nazionali potrebbe essere un problema perché si potrebbero creare delle disparità di trattamento. Sarebbe dunque meglio affidare il tutto all’Eiopa. Inoltre ci sono ancora alcuni aspetti dal punto di vista della tutela della finalità previdenziale che sono da definire nella regolamentazione secondaria. Va dunque evitato il rischio di utilizzare soluzioni regolamentari inadeguate pure se già adottate per gli strumenti finanziari.

Redazione We Wealth
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