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L’innovazione nel settore assicurativo vale 18 miliardi in Italia

L’innovazione nel settore assicurativo vale 18 miliardi in Italia

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

04 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il mercato dell’innovazione, nel settore delle assicurazioni, vale 375 miliardi di dollari a livello mondiale

  • Google e Amazon da anni stanno cercando di entrare nel mercato assicurativo ma per l’Italia i tempi sono ancora prematuri

Secondo un recente report di Accenture, l’innovazione è l’unica chance di vita per le assicurazioni tradizionali. Ma non tutto è perduto. Per i colossi Amazon e Google il mercato italiano è un terreno ostile a causa dei suoi consumatori

Il mercato dell’innovazione nelle assicurazioni vale 375 miliardi di dollari a livello mondiale e 18 in Italia. Questo quanto emerge da una ricerca presentata da Accenture durante l’evento Insurance Day 2018. Secondo il report dunque il potenziale di mercato per chi decide di investire nel nuovo è abbastanza alto. Si stima infatti che dei 375 miliardi di dollari il 50% deriverà dall’acquisizione di nuove quote di mercato e il restante 50% verrà garantito da nuovi fonti di ricavo. La società del settore assicurativo sono inoltre consapevoli che il digitale rappresenterà sempre più il futuro per loro. Oltre il 50% degli intervistati ritiene infatti che nei prossimi tre anni più della metà dei propri ricavi/profitti saranno generati dai nuovi business.

L’innovazione nel settore assicurativo è importante perché i consumatori stanno modificando i loro atteggiamenti, alzando la posta in gioco per le società assicurative. Massimo Camusso, Ceo di Intesa Sanpaolo life Ireland, ha sottolineato come nel 2050 il 22% della popolazione sarà composta da over 65 e la i giovani rappresenteranno una grande sfida per le assicurazioni, soprattutto perché saranno di culture diverse, rispetto a quella italiana, dato che saranno il frutto della migrazione. Di conseguenza l’approccio all’assicurazione sarà diverso. Ma non solo, perché più va avanti la tecnologia più i clienti diventano più esigenti e preparati. Il 67% dei consumatori desidera comprare ciò di cui ha bisogno in quel momento e attraverso canali diversi. Il cliente risulta dunque essere più preparato e consapevole delle sue esigenze, rispetto al passato. E le società assicurative devono adeguarsi e andare sempre più incontro alle esigenze dei clienti assistendoli.

Ed è proprio “l’assistenza” o comunque la presenza umana che deve dormire sogni tranquilli la maggior parte delle compagnie assicurative. Google e Amazon sono dunque un problema ancora lontano per gli assicuratori italiani. Secondo Maurizio Cappiello, amministratore delegato di Poste assicura/Poste Vita, per Amazon e Google il mercato italiano è un terreno difficile dato che il consumatore del Bel paese ha ancora bisogno di parlare con qualcuno, anche se si è informato prima sul prodotto da sottoscrivere. Proprio per questo – sottolinea Cappiello– Amazon e Google dovranno aspettare ancora parecchi anni prima di poter conquistare anche il mercato italiano.

Tornando al presente, la crescita del mercato assicurativo, a livello globale, ha subito un rallentamento. Tra il 2016 e il 2017 c’è stata infatti una variazione pari all’1,5%. Rispetto al biennio scorso quando la crescita fu del 3,1%, c’è dunque stato un rallentamento di 1,6%. La causa del rallentamento è imputabile a due fattori. Da una parte all’arresto della crescita della raccolta vita nelle economie avanzate, e dall’altra ai bassi tassi di interesse che continuano a dominare i mercati.

Per quanto riguarda l’Italia, anche quest’anno, si conferma un rallentamento nella raccolta dei premi con una flessione nel 2017 pari a -2,4%. Dato negativo legato principalmente alle difficoltà del comparto vita che continua a risentire di una situazione stagnante dell’economia e dei bassi tassi di interesse.

Al di là dei numeri in rallentamento, il mercato assicurativo continua ad attraversare un processo di profonda trasformazione, legata principalmente a nuovi componenti dei consumatori, all’introduzione di nuove tecnologie e all’ingresso di nuovi protagonisti (start-up e le insurtech).

Giorgia Pacione Di Bello
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