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Ivass: prolunga lo stop ai dividendi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

31 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’Ivass sottolinea inoltre come il rispetto di queste raccomandazioni sarà strettamente monitorato dall’Istituto di vigilanza

  • Lo stop fino al 1° gennaio 2021 è stato anche richiesto ultimamente dall’Eurotower che precisa come lo stop ai dividendi “resta temporanea ed eccezionale”

L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) raccomanda fino al 1° gennaio 2021 di continuare con lo stop ai dividenti e sulle politiche di remunerazione

Lo stop dei dividendi e sulle politiche di remunerazione deve continuare. A dirlo è l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) che, considerando le incertezze sull’evoluzione della situazione di emergenza e tenuto conto della raccomandazione dell’European systemic risk board (Esrb) del 27 maggio scorso, chiede alle imprese di non fare mosse azzardate almeno fino al 1° gennaio 2021.

Nel dettaglio l’Ivass chiede di:

  • Non distribuire dividendi né impegnarsi irrevocabilmente ad effettuare una distribuzione di dividendi,
  • Non procedere al riacquisto di azioni ordinarie
  • Non obbligarsi a corrispondere la componente variabile della remunerazione agli esponenti aziendali.

L’Ivass sottolinea inoltre come il rispetto di queste raccomandazioni sarà strettamente monitorato dall’Istituto di vigilanza.

Non è però la prima volta che l’Ivass blocca i dividendi. Dopo l’emergenza del Covid-19, il 30 marzo 2020 l’istituto  aveva inviato una lettera alle imprese di assicurazione e riassicurazione avanti sede in Italia per chiedere di adottare estrema prudenza nella distribuzione dei dividendi, in linea con quanto aveva raccomandato l’Eiopa.

Lo stop fino al 1° gennaio 2021 è stato anche richiesto ultimamente dall’Eurotower che precisa come lo stop si dividendi “resta temporanea ed eccezionale e punta a preservare la capacità delle banche di assorbire le perdite e a sostenere l’economia in uno scenario di eccezionale incertezza”. Questa è dovuta al non sapere se ci sarà una seconda ondata devastante di Covid-19 oppure no. E dunque vista la difficoltà a prevedere il proprio capitale nel breve termine, viene suggerito di non metterlo ulteriormente sotto stress, distribuendo cedole. Anche perché, come è stato dimostrato dall’analisi di vulnerabilità “il livello di capitale nel sistema potrebbe diminuire significativamente se si dovesse materializzare uno scenario grave”. La stessa Bce ha infatti annunciato che ci sarà un riesame delle posizioni nel quarto trimestre del 2020, tenendo conto del contesto economico e finanziario del momento.

Per le stesse ragioni la Banca centrale ha scritto alle diverse banche chiedendo di limitare al massimo la parte variabile delle remunerazioni. La misura è di stampo temporaneo, tanto che la Bce precisa anche come “una volta che l’incertezza che richiede questa raccomandazione temporanea ed eccezionale si attenuerà le banche con posizioni patrimoniali sostenibili potranno prendere in considerazione la possibilità di riprendere i pagamenti dei dividendi”.

Oltre a questo, la Bce ci ha tenuto a precisare, con una comunicazione separata, come il settore bancario dell’area euro ha dato prova di saper resistere agli stress causati dal Covid-19. L’Eurotower ha fatto un esercizio per cercare di individuare le criticità e vulnerabilità del settore. E i risultati hanno mostrato come “il settore bancario può resistere allo stress indotto dalla pandemia ma se la situazione peggiorasse il consumo di capitale sarebbe significativo”.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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