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Italia, il welfare non basta

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il report sottolinea come un evento improvviso, influirebbe in modo significativo sull’equilibrio economico attuale e di lungo termine di una famiglia che conta solo sul primo pilastro

  • Per i dipendenti il secondo pilastro è lo strumento più importante di protezione e benessere. Per i professionisti i fondi pensione obbligatori sono lo strumento migliore

L’ultima ricerca di elipsLife e Prometeria mostra un livello di sottoassicurazione in caso di morte o di invalidità permanente che riguarda circa l’82% del fabbisogno assicurabile

Italiani sottoassicurati. La ricerca condotta da elipsLife e Prometeria evidenzia come su una domanda stimata di protezione di circa 10 miliardi di euro: 1500 miliardi di euro sono coperti dal welfare pubblico, 300 miliardi sono assicurati mentre 8200 miliardi di euro non hanno nessun genere di copertura alternativa. Il primo pilastro risulta dunque essere insufficiente per proteggersi dall’impatto finanziario di eventi come la morte o l’invalidità permanente. Secondo lo studio solo il 3% del fabbisogno complessivo stimato di protezione dei lavori italiani è coperto da polizze vita, collettive e individuali. Questo lascia l’82% dei salari lordi italiani senza alcuna assicurazione contro i rischio biometrici. In questo caso, la ricerca suggerisce, come questi salari possono essere efficacemente assicurati nell’ambito del secondo pilastro (welfare aziendale).

“L’assicurazione contro gli eventi gravi dovrebbe essere disponibile per i dipendenti e dovrebbe essere garantita nel modo più efficiente possibile. Le soluzioni assicurative aziendali sono più efficaci nel coprire questo rischio perché usufruiscono della mutualità ed evitano il rischio di anti-selezione.” – commenta Massimo Carassinu, amministratore delegato elipsLife Italia – “I datori di lavoro possono quindi offrire un importante vantaggio sociale ai propri dipendenti e affiliati. Questo è il cuore della proposta di elipsLife.”

L’analisi dimostra dunque come un evento serio, soprattutto se improvviso, influirebbe in modo significativo sull’equilibrio economico attuale e di lungo termine di una famiglia che conta solo sul primo pilastro. Le rendite garantite dai sistemi di welfare pubblico (Inps, Inail e Casse di previdenza), ad esempio, sono in media inferiori a 9.000 euro lordi all’anno. Se si considera inoltre che la spesa totale per sostenere la crescita di un bambino da zero a diciotto anni da sola può variare da 114.000 a 271.000 euro, in relazione al reddito familiare, queste somme sono davvero inadeguate per affrontare il rischio.

Inoltre, i professionisti, i lavoratori autonomi a basso reddito, i dipendenti pubblici e le giovani famiglie con pochi anni di contribuzione sono le categorie maggiormente esposte alle conseguenze finanziarie dei rischi biometrici. In effetti, solo il 3% dei lavoratori, generalmente senior manager dei settori Industria, commercio e servizi, può beneficiare di coperture assicurative di gruppo, previste dagli accordi contrattuali nazionali (welfare aziendale).

Secondo i risultati, infine l’assicurazione per eventi di grave entità (la morte o la disabilità permanente), dovrebbe essere una salvaguardia disponibile. Per i dipendenti in particolare, il secondo pilastro è lo strumento più importante di protezione e benessere, mentre per i professionisti che non hanno una copertura del secondo pilastro, i fondi pensione obbligatori potrebbero costituire un’alternativa efficace per i bisogni di protezione delle loro famiglie.

Giorgia Pacione Di Bello
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