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Italia, il mercato assicurativo riprende a crescere

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

22 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Le assicurazioni italiane riprendono la crescita. Nel 2018 il ramo vita e danni hanno realizzato un +1,9%, evidenziando trend positivi in entrambi i segmenti

  • A livello globale la crescita è stata guidata dagli Usa e dal Giappone. La Cina ha avuto un crollo vertiginoso, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno scorso

Le ultime analisi fatte da Allianz Research sottolineano come nel 2018 il mercato assicurativo italiano abbia ripreso a crescere. Dopo otto anni di montagne russe la stabilità è tornata

Il mercato assicurativo italiano riprende a brillare. Dopo otto anni di andamenti altalenanti, nel 2018 il ramo vita e danni riprendono a crescere (+3% e 1,6%). Secondo le ultime proiezioni di Allianz Research, in Italia il mercato assicurativo ha registrato una raccolta premi globale (danni e vita) in crescita dell’1,9%, evidenziando trend positivi in entrambi i segmenti, per la prima volta dal 2010. Negli anni precedenti, infatti, il segmento danni o quello vita registravano, alternativamente, trend in contrazione. E la crescita dei premi era stata caratterizzata da forti oscillazioni: per i danni, le variazioni si sono mosse dal -8% al +6%% e per il vita addirittura dal -18% al +30%.

Aspetto da sottolineare e che nonostante l’alta volatilità e oscillazione l’Italia ha messo a segno nell’ultimo decennio la performance migliore, con una crescita pari al 42% (che si confronta con una performance del 4% appena per l’intera area dell’Europa Occidentale). Sotto altri aspetti, invece, il mercato italiano è allineato ai trend prevalenti: sia in termini di densità, con premi assicurativi pro capite pari a 2.326 euro, sia in termini di penetrazione assicurativa, con un’incidenza dei premi totale pari al 7,8% del prodotto interno lordo, livelli entrambi molto vicini alle medie in Europa (rispettivamente pari a 2.395 euro e al 6,5%).

A livello globale il 2018 è stato il terzo anno consecutivo nel quale la crescita globale dei premi assicurativi è rimasta indietro rispetto allo sviluppo dell’attività economica (+5,7% di crescita nominale nel 2018). La penetrazione assicurativa (premi in rapporto al prodotto interno lordo) è pertanto scesa al 5,4%, toccando il livello più basso negli ultimi 30 anni.

Ma non finisce qua, perché secondo lo studio, mentre nel 2016 e nel 2017 la crescita globale era stata frenata dall’Europa Occidentale, lo scorso anno è stata la Cina a frenare. I motori di crescita per il 2018 sono stati due vecchie economie, gli Stati Uniti (42%) e il Giappone (11%). La Cina, all’opposto, dopo essere stata per anni il più significativo traino alla crescita globale dei premi e avendo contribuito nel 2017 addirittura per quasi il 60% del totale, nel 2018 ha contribuito soltanto per il 4%. Responsabile di questa deludente performance è il mercato vita cinese, che si è contratto sulla vendita di prodotti di wealth management da parte degli intermediari assicurativi.

Nel dettaglio nel 2018 gli assicuratori europei hanno messo a segno una crescita dei premi pari al 2,1% e il volume totale ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 1.000 miliardi di euro. Il comparto Danni ha registrato un incremento eccezionale pari al 3,1% – per trovare tassi di crescita più elevati bisogna andare indietro sino al 2003. Il volume dei premi Danni, pari a 328 miliardi di euro a fine 2018, è stato superiore ai livelli pre-crisi di quasi il 16%. Nel comparto Vita, al contrario, il volume dei premi è cresciuto soltanto dell’1,7%; ciò nonostante, con un livello pari a 674 miliardi di euro, è stato quasi raggiunto il livello pre-crisi che nel 2007 era stato di 681 miliardi di euro.

La penetrazione assicurativa (premi in rapporto al prodotto interno lordo) è pertanto risultata sostanzialmente stabile nei rami Danni – al 2,1% nel 2018 rispetto al 2,3% nel 2007 – mentre è scesa significativamente nel Vita attestandosi al 4,5% dal 5,6% nel 2007. “Il declino dei premi Vita è grave”, ha commentato Michaela Grimm, economista di Allianz Research. “Le cause sono molteplici e variano da paese a paese. Ma, naturalmente, il persistente contesto di mercato caratterizzato da bassi rendimenti gioca in questo un non felice e determinante ruolo. Per i risparmiatori e per gli operatori finanziari ci è voluto troppo tempo per adeguarsi alla nuova situazione, probabilmente nella speranza di rivedere i tassi di interesse sui livelli del passato. Ma questo non accadrà. È pertanto necessario che il settore assicurativo vita si renda maggiormente indipendente dall’andamento dei tassi d’interesse”.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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