PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Gli italiani non risparmiano più

Gli italiani non risparmiano più

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

21 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Gli italiani risparmiano poco. Davanti ci sono infatti i giapponesi (70%), i tedeschi (69%), gli spagnoli (67%) e gli australiani (66%)

  • Ci sono inoltre ancora molte lacune per quanto riguarda la conoscenza e la sottoscrizione di prodotti assicurativi. Solo il 10% degli italiani ne fa uso

Il numero di italiani che può permettersi di risparmiare qualcosa durante l’anno è sceso drammaticamente. Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Zurich e Oxford University solo il 48% degli intervistati ha risparmiato nel 2018

L’Italia non è più un paese di risparmiatori. Solo il 48% degli intervistati ha infatti dichiarato di essere riuscito a mettere qualcosa da parte nel 2018. Secondo il report: “2019 agile workforce protection” realizzato da Zurich e Oxford University, l’Italia sta perdendo la sua qualifica di paese di grandi risparmiatori a scapito di altri. Davanti si posizionano infatti il Giappone con una propensione al risparmio del 70%, la Germania con il 69%, la Spagna con il 67% e l’Australia con il 66%. Sempre meno italiani posso dunque permettersi il lusso di risparmiare. E questo perché non riesco a far fronte alle continue spese: un italiano su due avverte questa paura, alla quale si aggiunge anche quella di dover gravare su amici e famigliari (21%).

Altro aspetto che accompagna la poca propensione alla ricchezza è la scarsa conoscenza dei prodotti assicurativi di protezione e la scarsa sottoscrizione. Gli italiani si collocano all’interno della media globale, con una marcata impreparazione sui prodotti di protezione del reddito, invalidità e long term care. Inoltre, il livello di sottoscrizione risulta essere inferiore al 10%.

Secondo dato in linea con il problema del poco risparmio è il multi-work, soprattutto nelle giovani generazioni. La maggior parte dei lavoratori a livello globale ha un solo lavoro (92%), ma sta sempre più aumentando la necessità di trovarsi un secondo lavoro, a causa degli stipendi troppo bassi. In Italia solo l’8% dei lavoratori dipendenti ha più di un lavoro. Percentuale che sale al 21% tra le partite Iva e al 23% tra i lavoratori occasionali. Il numero di freelance  o dei lavoratori a progetto è ormai in linea con i numeri globali (13%) e secondo i trend crescerà nei prossimi cinque anni. In questo caso si tratta di lavoratori con minore possibilità di accedere alla protezione sociale, e in qualche modo dovranno iniziare a pensare di iniziare a colmare il gap.

L’Italia inoltre è fuori dal coro per quanto riguarda il binomio: tecnologia- lavoro. il 61% degli intervistati italiani ritengono che la tecnologia  abbia impattato sul proprio lavoro in maniera negativa. “Su questo risultato – si legge nella ricerca- ha probabilmente inciso il peggioramento complessivo del mercato del lavoro degli ultimi anni e la mancanza di prospettive. Inoltre ben quattro italiani su dieci temono che la tecnologia li sostituirà nei prossimi cinque anni”. Dato negativo, squisitamente italiano, che va in controtendenza rispetto al resto del mondo, dove il 54% degli intervistati ha dichiarato che grazie alla tecnologia il proprio lavoro è migliore rispetto a 15 anni fa.

 

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Private InsuranceItaliaZurich