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Covid-19: il settore assicurativo italiano regge

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Redazione We Wealth
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28 Maggio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread creditizi sui titoli di debito del primo trimestre di quest’anno comportano una riduzione media del valore delle attività delle compagnie italiane pari al 7%

  • La pandemia avrà inoltre effetti anche sulla liquidità e sulla redditività delle compagnie

La pandemia globale causata dal coronavirus ha avuto ripercussioni sul mondo finanziario. È innegabile sostenere che ci siano state delle ripercussioni sul settore assicurativo

Il mondo assicurativo italiano ha retto abbastanza bene lo tsunami del covid-19. L’impatto c’è sicuramente stato ma i dati sono confortanti. Il forte calo dei prezzi delle attività finanziarie e l’aumento della loro volatilità, innescati dalla pandemia covid-19, hanno inciso sulla solvibilità delle imprese assicurative.

Secondo delle stime fatte dall’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) sui valori del bilancio della fine del 2019, la flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread creditizi sui titoli di debito del primo trimestre di quest’anno “comportano una riduzione media del valore delle attività delle compagnie italiane pari al 7%. Le plusvalenze implicite nette dei tutoli in portafoglio registrate nel bilancio civilistico sono diminuite del 39%” sottolinea l’Ivass. La ricerca sottolinea anche come l’indice di solvibilità medio del settore è sceso di 35 punti percentuali nel primo trimestre del 2020, rimanendo comunque ben al di sopra del minimo regolamentare del 100%. La volatilità dei mercati finanziari e l’aumento dei premi per il rischio richiesti dagli investitori si sono riflessi anche sulle quotazioni azionari delle principali compagnie assicurative italiane. Inoltre, la caduta delle attività produttiva espone le assicurazioni al rischio declassamento del rating sui titoli obbligazionari in portafoglio, che avrebbero come conseguenza un incremento del requisito patrimoniale. Da sottolineare che per le compagnie italiane gli investimenti in obbligazioni private rappresentano circa un quinto dei portafogli, di cui quasi la metà ha un rating di classe BBB.

“Secondo nostre stime (Ivass) una revisione al ribasso del rating della classe BBB alla classe BB comporterebbe un aumento contenuto dell’assorbimento del requisito di capitale del rischio spread delle obbligazioni interessate, pari a sei punti percentuali”, sottolinea il rapporto Ivass.
Da non tralasciare il fatto che la pandemia globale avrà anche degli effetti sulla liquidità e sulla redditività delle compagnie assicurative. Questo dovuto principalmente alla crescita delle richieste di rimborsi degli assicurati per cancellazioni viaggi, interruzioni attività lavorative ecc. “Per le compagnie italiane la raccolta premi per la copertura di questi rischi rappresenta tuttavia una quota del totale dei rami danni molto inferiore a quella media delle compagnie europee”. Effetti negativi si potranno anche manifestare sulla raccolta e sulle richieste di estinzione anticipata dei prodotti di investimento assicurativo.

E dunque l’Ivass, in considerazione dell’incertezza sull’evoluzione futura dei fattori di rischio cui sono esposte le imprese del settore assicurativo, ha inviato una lettera alle compagnie italiane chiedendo di adottare estrema prudenza nella distribuzione dei dividendi e nella corresponsione della componente variabile della remunerazione agli esponenti aziendali.

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