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Covid-19: assicurazioni colpite. Ma restano asset strategico

Covid-19: assicurazioni colpite. Ma restano asset strategico

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

20 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • In questa situazione eccezionale Farina sottolinea però come la raccolta netta sia rimasta in territorio positivo anche nella prima metà dell’anno, anche se con valori inferiori a quelli dello stesso periodo del 2019 (-15%)

  • Siamo un settore con un peso rilevante nel Paese e possiamo essere parte fondamentale per il piano di ripresa dell’Italia” dichiara Maria Bianca Farina (Ania)

La pandemia da Covid ha colpito anche il settore assicurativo. A dirlo è il presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania), Maria Bianca Farina. Nonostante questo il mondo delle assicurazioni può ancora avere un ruolo fondamentale nella ripresa del sistema paese

Il Covid-19 ha colpito anche il settore assicurativo. A dirlo è lo stesso presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania), Maria Bianca Farina. “Il settore assicurativo non è rimasto immune dallo shock. La raccolta premi del 2019 aveva superato i 140 miliardi di euro, con una crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente: +3,9% nel vita e +3,2% nel comparto danni.

Il trend di crescita, confermato nei primi due mesi di quest’anno, ha bruscamente virato in negativo all’esplodere della pandemia. Nel trimestre del lockdown (da marzo a maggio), il decremento dei premi vita è stato del 35% rispetto al 2019” spiega Farina. A giugno, però, con la fine delle misure eccezionali, si è registrata una prima inversione di tendenza, cui ha seguito un’ulteriore consolidamento nei mesi di luglio e agosto, quando la raccolta è tornata sui livelli degli stessi mesi del 2019.

In questa situazione eccezionale Farina sottolinea però come la raccolta netta sia rimasta in territorio positivo anche nella prima metà dell’anno, anche se con valori inferiori a quelli dello stesso periodo del 2019 (-15%). Anche nei rami danni, la contrazione della raccolta è stata molto significativa nei mesi del lockdown (-9% rispetto al corrispondente periodo del 2019). La riduzione maggiore si è verificata nell’r.c. auto (-11,5%). E questo segmento, con la riapertura, non si è riavvicinata ai livelli del 2019. Questo andamento ha avuto delle ripercussioni anche sulla decisione, presa da diverse compagnie, di agevolare gli assicurati che non avevano utilizzato il veicolo durante il lockdown.

Passando alla gestione finanziaria, Farina sottolinea come alla fine del 2019 le imprese assicuratrici italiane detenevano investimenti per circa 950 miliardi di euro, corrispondenti al 53% del Pil. Di questi 335 erano rappresentati da titoli di Stato (il 15% del totale dei titoli governativi italiani in circolazione). “La flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread sui titoli obbligazionari hanno comportato in marzo un calo delle plusvalenze nette di quasi il 40% rispetto alla fine del 2019. Con il generalizzato recupero dei mercati finanziari, il saldo è tornato a migliorare, portandosi a fine giugno su valori vicini a quelli dello scorso anno”, sottolinea Farina.

Se dunque è vero che il settore assicurativo è stato colpito dalla pandemia c’è anche da dire che questo rimane uno dei punti stabili dell’economia italiana per una sua ripresa. “Siamo un settore con un peso rilevante nel Paese e possiamo essere parte fondamentale per il piano di ripresa dell’Italia. Vogliamo essere al fianco delle Istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo attraverso gli assi portanti della nostra mission e porre solide basi per lo sviluppo di una economia sostenibile. Sono anni ormai che l’assicurazione vita riveste un ruolo centrale nell’allocazione del risparmio degli italiani. La sua incidenza sul totale delle attività finanziarie delle famiglie è salita dal 10,7% nel 2009 al 18,2% nel 2019. È un ruolo che va preservato, continuando a gestire con un rapporto fiduciario un asset strategico del Paese: il risparmio di medio-lungo termine delle famiglie e delle imprese”, conclude Farina.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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