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Assicurazioni tra nuove sfide e opportunità

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • “Nei prossimi cinque anni tutti gli investitori determineranno il valore di un’azienda analizzandone l’impatto sulla società e sull’ambiente” ha dichiarato Daniele Presutti, senior managing director di Accenture, durante il Festival delle Assicurazioni

  • Non sono mancate anche le sfide: Alberto Minali, amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, ha infatti proposto alla platea di cambiare il concetto di “disruption” nel settore assicurativo in quello di “riconfiguration”

La prima giornata del Festival delle Assicurazioni ha affrontato diversi temi. Riflettori puntati su sostenibilità e tecnologia

Il mercato assicurativo italiano nel 2018 è cresciuto del 3,2%, rispetto a un rialzo, a livello globale, dei premi 2017-18 dell’1,5%. Se poi si allarga l’orizzonte al periodo 2013-2018, si nota come la crescita aggregata sia stata pari a un +2,6%, a fronte di un calo dello 0,9% in Europa. A evidenziarlo è uno studio di Accenture presentato al Festival delle Assicurazioni. Anche sul fronte della profittabilità dati positivi, nonostante il trend di moderata contrazione degli indicatori di redditività in Italia. Si riesce infatti a rimane sopra la media europea, sia per il settore danni che per il vita, con un andamento medio del comparto danni del 10,3% (2013 -2017) rispetto a una media europea del 6,1% e del comparto vita dell’8,4% contro un 5,9%.

Oltre ai dati positivi e alle buone performance durante il Festival delle Assicurazioni è anche emerso il tema della sostenibilità. Questo è il nuovo paradigma per rimanere competitivi nel lungo periodo. “Nei prossimi cinque anni tutti gli investitori determineranno il valore di un’azienda analizzandone l’impatto sulla società e sull’ambiente”, ha sottolineato Daniele Presutti, senior managing director di Accenture, responsabile insurance per l’Italia.

“Nel mondo assicurativo ci sono diverse sfide da affrontare sia per gli operatori che per le autorità”, ha detto in un video messaggio Fabio Panetta, presidente dell’Ivass, sottineando come i cambiamenti riguardino “sia le normative che le tecnologie. Le compagnie devono semplificare i contratti attraverso un linguaggio più semplice” mentre le autorità devono “spingere sulla formazione”. Spazio anche per la tecnologia, un tema che le assicurazioni devono affrontare se vogliono essere competitive nel futuro. “L’evoluzione normativa e la rivoluzione tecnologica hanno spinto il settore assicurativo a passare dall’approccio focalizzato sul prodotto a quello incentrato sul cliente. Questo richiede un cambio radicale del modello di business, anche in termini di interazione con i distributori, che diventano partner con cui investire per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti” spiega Alberto Vacca, chief business & investment officer di Aviva, durante il festival.

E sempre sul lato innovazione e su come cercare l’interazione con i clienti si è espresso anche Alessandro Castellano, country ceo di Zurich. “La cronica sotto assicurazione degli italiani non può essere cambiata addossando le responsabilità solo ai clienti, è figlia di un modo vecchio e poco chiaro di disegnare e proporre le assicurazioni. Le compagnie devono, con sempre più urgenza, adattare la loro offerta alle nuove modalità con cui le persone vivono la mobilità, la salute, la famiglia e il lavoro”. “Bisogna ripartire – conclude Castellano- da una analisi dei nuovi comportamenti e trend per poter disegnare l’assicurazione del futuro. La narrativa va cambiata, superando le difficoltà, a volte anche normative, che rendono complicata la customer experience”.

Infine Alberto Minali l’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni ha lanciato una sfida alla platea proponendo di cambiare il concetto di “disruption” nel settore assicurativo in quello di “riconfiguration”. “Disruption ha una connotazione altamente pessimista, sembra che noi attori la stiamo subendo quando invece vogliamo essere protagonisti” ha puntualizzato prima di analizzare i quattro macro-settori del fenomeno: tecnologia, distribuzione, prodotti e servizi, cultura. Sollecitato sulla questione della trasparenza e della confrontabilità delle polizze, l’ad è stato chiaro: “Sono assolutamente favorevole alla comparazione delle offerte assicurative perché la comparazione funge da stimolo e consente di differenziare l’offerta. Ma vi è il rischio che la comparazione venga ridotta a una questione di solo prezzo e questo svilisce il nostro lavoro: occorre spiegare che cosa c’è dietro una  polizza in termini di servizi, assistenza al cliente e tempi di  liquidazione del danno subito”. Una centralità, quella del rapporto con il cliente, che è stata ribadita anche di fronte al possibile ingresso di nuovi grandi player nel settore, come successo in altri business con Netflix o Uber: “Non sarà l’eccessiva regolamentazione del nostro settore a frenare nuovi attori come Amazon – conclude Minali”.

Giorgia Pacione Di Bello
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