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Assicurazioni e rallentamento economico: un cauto opportunismo

Assicurazioni e rallentamento economico: un cauto opportunismo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • A maturazione: l’85% degli intervistati (cio e cfo di compagnie di assicurazioni globali) ritiene di essere ormai nella fase matura del ciclo economico. L’anno scorso erano il 34%

  • Più dei quattro quinti del campione prevede che l’economia Usa entrerà in recessione a fine 2020 o nel 2021

  • Stanti queste previsioni, ci si difende. Le assicurazioni continuano a investire, assumendo però rischi con un approccio più selettivo. In particolare, allocano capitali verso classi di attivo meno liquide

Forse un modo (quasi) infallibile per sapere dove sta andando veramente l’economia è vedere come allocano i propri asset le compagnie di assicurazioni. Che, all’epoca del rallentamento, rispondono nell’annuale ricerca di Goldman Sachs Asset Management

Da qualche parte, la recessione. Il sentiment delle compagnie di assicurazioni globali è questo. Siamo in una fase matura del ciclo economico, la più lunga fase espansiva dal secondo Dopoguerra a questa parte. E la recessione si avvicina inesorabilmente, anche se non è poi così vicina. Lo conferma anche l’ultima ricerca annuale di Goldman Sachs AM, nelle parole di Michael Siegel, global head dell’insurance asset management di GSAM. “Le compagnie assicurative si aspettano che gli Stati Uniti entrino in una fase di recessione, ma non quest’anno”, dice il gestore.

Assicurazioni e rallentamento

In particolare, a reputare che siamo in una fase avanzata del ciclo è l’85% dei 307 cio e cfo intervistati. L’anno scorso la cifra era del 34%. Quando alla data di arresto della crescita economica, l’82% del campione ritiene che avverrà nel 2020 o 2021. Solo il 2% invece, prevede che la recessione possa iniziare già nel 2019.

“Di conseguenza [le assicurazioni] continuano a investire, ma assumono i rischi con un approccio più selettivo. In particolare, le compagnie assicurative mantengono la recente tendenza ad allocare capitali verso classi di attivo meno liquide, come private equity, debito legato a infrastrutture e prestiti alle imprese a media capitalizzazione (c.d. middle market)”.

Inoltre, “A livello globale, le compagnie assicurative continuano ad allontanarsi dai titoli governativi locali, prediligendo invece l’obbligazionario societario investment grade statunitense ed europeo, oltre alle già citate allocazioni in attività immobiliari e private equity”.

I fattori che non preoccupano più le assicurazioni

Innanzitutto, i tassi di interesse. Se l’anno scorso si evidenziava un timore diffuso legato al loro paventato aumento, quest’anno tale preoccupazione si è allentata, sulla scorta delle politiche “accomodanti” delle banche centrali dovute al rallentamento in corso. Il che ha portato il 62% degli intervistati a prevedere che il rendimento dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni rimarrà fra il 2,5 e il 3% fino a fine 2019. Segnando così un netto cambiamento rispetto ai risultati precedenti, i quali avevano rilevato un pregiudizio in aumento rispetto a un possibile incremento dei tassi, che poi per l’appunto non c’è stato. Il tutto, a beneficio di previsioni positive per quanto riguarda i rendimenti azionari.

Rallentamento in corso: attenzione a…

Regna sovrana fra le preoccupazioni la disputa infinita fra Cina e Usa. Poi, il deterioramento dei crediti in portafoglio. L’anno scorso l’aspetto preoccupava il 23% degli intervistati, quest’anno il 38%. Un’aspetto cui prestano moltissima attenzione gli assicuratori sono naturalmente i criteri Esg, soprattutto in Europa (83%) e nell’area Asia-Pacifico (81%) rispetto alle Americhe (43%).

Insurtech ed Etf, l’allocazione preferita dalle assicurazioni al tempo del rallentamento economico

Più della metà delle compagnie di assicurazioni in questa fase di rallentamento sceglie gli Etf (56%). Nello specifico, gli Etf obbligazionari sono preferiti per “gestire esposizioni tattiche a breve termine o per ottenere efficienza operativa”. Inoltre, quasi la metà (46%) degli intervistati investe nell’insurtech (46%. Vedere qui), con una percentuale prevedibilmente più alta della media nell’area Asia-Pacifico. E’ l’efficienza operativa la chiave del successo di questo tipo di investimenti.

Teresa Scarale
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