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Assicurazioni: la vera sfida è svecchiare le gestioni separate

Assicurazioni: la vera sfida è svecchiare le gestioni separate

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

24 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel 1998 i premi vita avevano raggiunto i 26 miliardi di euro, risultato record allora. Dopo 10 anni si parla di 100 miliardi di euro di raccolta annua

  • Un mercato in crescita con potenzialità e sfide da affrontare sempre più complicate, come l’integrazione del mercato assicurativo europeo

Il mercato assicurativo italiano è cresciuto negli ultimi dieci anni più che raddoppiando la produzione vita. Nel primo trimestre del 2019 i nuovi premi hanno raggiunto i 19 miliardi di euro

Negli ultimi 10 anni la produzione vita in Italia è più che raddoppiata. Nel 1998 i premi vita si attestavano a circa 26 miliardi di euro, mentre oggi la raccolta annua è di circa 100 miliardi di euro. inoltre, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) nel primo trimestre del 2019 le polizza di ramo I, che rappresentano il 71% della raccolta vita complessiva, hanno realizzato premi per 19 miliardi di euro (+9% rispetto a marzo 2018). Il settore assicurativo sta dunque ancora oggi vedendo una forte crescita, ma le insidie sono dietro l’angolo. Le sfide che si delineano nel prossimo futuro non sono infatti di poco conto. In termini di efficienza ci sono: i bassi tassi di interesse, l’accentuata volatilità dei mercati, i maggiori requisiti patrimoniale applicati da Solvency II ai prodotti assicurativi di investimento tradizionali e requisiti che spingono verso la ricerca di prodotti capital light.

Per quanto riguarda invece l’efficienza le nuove sfide saranno rappresentate da: maggiori costi di compliance legati all’introduzione dell’Idd, le pressioni sui prezzi e le necessità di investire per migliorare il servizio alla clientela. Altro aspetto, sottolineato nella relazione dell’Ivass e la tecnologia e il digitale. Le insurtech favoriranno sempre più l’affermarsi di modelli di consulenza personalizzata esclusivamente digitali. E i prezzi, inoltre potranno essere nettamente più competitivi rispetto a quelli offerti dagli operatori retail.

Altro aspetto di cui dovranno occuparsi le compagnie assicurative è l’integrazione  dei mercati assicurativi europei e la nascita di prodotti armonizzati a livello Ue. Questo comporta dunque la nascita di prodotti assicurativi disciplinati da legislazioni di altri paesi dell’Ue e con differenze nel portafoglio investimenti. Questo rappresenta però un problema dato che l’asset allocation dei diversi sistemi assicurativi presenta significative differenze nella ripartizione tra titoli di stato, azioni e investimenti alternativi. Bisogna dunque capire quale sia la reale futura sostenibilità dei prodotti ramo I. Secondo Stefano De Polis Segretario Generale dell’Ivass “le gestioni separate sono il prodotto ‘Dop’ del mondo assicurativo nel settore degli investimenti del risparmio. Dobbiamo essere attenti a preservarne le caratteristiche distintive, che sono quelle di un prodotto indiscutibilmente assicurativo e ne fanno uno degli strumenti di investimento più apprezzati e richiesti dalla clientela. L’Ivass, dopo aver ascoltato il mercato, ha avviato con convinzione un processo di manutenzione e aggiornamento del quadro regolamentare di questi prodotti”. Il mercato assicurativo italiano, da sempre ha avuto una forte inclinazione verso le polizze tradizionali, collegate alle gestioni separate. E questo perché sono state apprezzate le qualità di rendimento garantito e della possibilità di partecipare ad un extra-rendimento legato ai funzionari della gestione separata. Ed è proprio su questi prodotti che ci si gioca il futuro delle assicurazioni. “Negli operatori – sottolinea De Polis – sembra esservi consapevolezza di quanto siano cruciali le scelte da compiere. Per dirla con Gustav Mahler i prodotti di investimento assicurativo ‘tradizionali’, proprio perché il mercato gli riconosce questo attributo, sono la ‘garanzia del futuro’. Facendo leva sui bisogni finanziari e di protezione di famiglie e imprese sta ora alle strutture di marketing, attuariali, agli asset manager, alle case di investimento rinnovare e individuare nuove formule”.

Giorgia Pacione Di Bello
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