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Assicurazioni, il mondo sta cambiando

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

27 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Durante il convegno annuale di Aiba si è parlato di come diversi fattori, tra cui la presenza dei colossi del tech, stanno cambiando l’universo assicurativo

  • I rischi informatici, fenomeno in forte crescita, sta contribuendo all’evoluzione delle assicurazioni

Il mondo assicurativo si sta evolvendo. Il cambiamento climatico, la presenza di sempre più insurtech e il cambiamento normativo stanno costringendo il settore a cambiare

L’evoluzione regolamentare, la digitalizzazione, l’affermazione delle insurtech, l’aumento delle prospettive di vita e i cambiamenti climatici sono tra i principali fattori di cambiamento del mondo assicurativo. Questo quanto è emerso dal convegno annuale di Aiba, dal titolo “Rivoluzione? Evoluzione!”, svoltosi a Roma.

La digitalizzazione sta cambiando i termini di comunicazione tra assicuratori e clienti, favorendo l’ingresso nel mercato di nuovi competitor. I colossi del web come Google, Amazon e Apple stanno infatti da tempo cercando di entrare nel settore assicurativo e potrebbero presto diventare un canale distributivo dalle potenzialità dirompenti. “La Idd – commenta il Presidente dell’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni, Luca Franzi – ha ampliato il perimetro dei soggetti normati con l’intento di comprendere tutti coloro che distribuiscono prodotti assicurativi, spostando i termini della competizione non più tra differenti operatori, ma sulle capacità professionali degli intermediari nel fornire consulenza personalizzata ai clienti. Oggi i broker devono adattarsi ai continui cambiamenti normativi e conoscere rischi fino a poco tempo fa sconosciuti.

I rischi climatici

Gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti, e hanno conseguenze economiche devastanti per l’Italia. La Coldiretti ha infatti stimato in 14 miliardi di euro i danni causati al settore agricolo dal cambiamento climatico negli ultimi 10 anni, mentre nel solo 2018 Legambiente ha contato 32 vittime dovute a 148 eventi meteorologici estremi (437 dal 2010 a oggi), tra allagamenti, trombe d’aria, frane ed esondazioni.

Aiba ha inoltre sottolineato come, nonostante il 78% delle abitazioni italiane siano esposte a un rischio medio-alto, ad essere assicurate sono solo una piccola parte non significativa. Tra aziende e società di servizi, circa 680.000 si trovano in zone a rischio climatico (dati Ispra), ma continua a essere poco sviluppata l’assicurazione danni indiretti – che garantisce la copertura dei costi fissi e della perdita di profitto nel periodo di fermo dell’attività – impattando in maniera significativa sulla capacità di sopravvivenza delle aziende.

Fino al 2009, stando ai dati Aiba, le catastrofi naturali hanno avuto un costo medio annuo di circa 3,5 miliardi di euro, ma dal 2010 a oggi la spesa è decisamente aumentata, fino a toccare il tetto record dei 7 miliardi in un anno, attestando l’Italia al settimo posto della classifica mondiale stilata dalle Nazioni Unite sui danni economici causati dalle catastrofi naturali.

Rischi informatici

Il 2018 è stato l’anno horribilis per la cyber security, dato che c’è stato un incremento (+38%) degli attacchi di grave entità registrati in Italia, per un totale di 1.152 attacchi (130 al mese, secondo l’ultimo Rapporto Clusit sulla sicurezza Ict).
Il 62% degli attacchi in Italia, ha dichiarato Aiba, ha provocato danni superiori a 80.000 euro. Un valore sufficiente per mettere in ginocchio una qualunque Piccola e media impresa. Si stima in circa il 33% la percentuale di aziende italiane che hanno sottoscritto una polizza, completa o parziale, che copre i rischi cyber.

Giorgia Pacione Di Bello
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