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Amazon & Google sempre più vicini al mondo assicurativo

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

29 Agosto 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • I colossi del digitale stanno cercando di entrare nel mondo delle assicurazioni. E la loro polizza è il nome

  • Le maggiori compagnie assicurative “tradizionali” non si stanno muovendo abbastanza in fretta, per non perdere clienti

Da questo mese, Amazon ha iniziato a prendere accordi con le maggiori compagnie assicurative inglesi. Il colosso americano vorrebbe infatti lanciare un comparto assicurativo con sede in Gran Bretagna

Google e Amazon sono sempre più vicini al mondo delle assicurazioni. E la strada non è affatto in salita. Secondo un recente sondaggio fatto dalla JD Power il 94% dei consumatori non sa dell’esistenza di società che forniscono servizi assicurativi online (Lemonade, Metromile, Trove e Sure). Conoscono invece molto bene Amazon e Google.

Non è dunque un caso se Amazon, a inizio agosto, ha iniziato a prendere contatto con le maggiori compagnie assicurative europee, con un focus in particolare sul Regno Unito. Il colosso Usa vorrebbe infatti lanciare un comparto assicurativo con base inglese. La mossa di Amazon non è del tutto nuova perché già nel 2017 aveva iniziato a sondare il terreno nel Regno Unito, in Francia e in Germania. Fino ad ora però la società americana era riuscita a stipulare solo accordi una tantum. Con Allianz, per esempio, era riuscita a entrare nel comparto assicurativo dei sinistri.

L’esperienza di Google non è stata invece delle migliori. Nel 2016 il motore di ricerca aveva infatti ottenuto la licenza per vendere Rc auto in 26 stati degli Usa, a nome di sei diversi gruppi assicurativi. L’iniziativa non ha però avuto il successo sperato e dunque le acque si sono calmate.
Il primo tentativo non ha dato i frutti migliori, ma secondo gli autori della ricerca è presto dire che Google non riproverà, con un’altra strategia, a entrare nel mondo delle assicurazioni. A sostenere Amazon e Google ci sono infatti i millennials. Dai dati analizzati emerge come il 33% sia molto interessato all’opzione “assicurazione casa” tramite Amazon. Mentre il 23% preferisce Google.

C’è però anche da dire che i servizi totalmente online non potranno (per il momento) sostituire in toto il ruolo dell’assicuratore. Il sistema macchina può essere impostato con delle domande prestabilite, ma non ha ancora sviluppato la sensibilità e l’esperienza di un singolo operatore umano nel campo. Se da una parte questa carta potrebbe far rimanere ancorati, al mercato tradizionale, una parte dei consumatori, il 72% degli intervistati ha però mostrato interesse nelle soluzioni digitali per la protezione della casa. Inoltre il 46% delle persone che hanno dispositivi intelligenti a casa (termostato o campanelli) ha dichiarato di essere disposto a condividere queste informazioni con gli assicuratori per studiare una polizza ad hoc.

Giorgia Pacione Di Bello
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