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Previdenza: come catturare i risparmiatori con il green

Previdenza: come catturare i risparmiatori con il green

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

28 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Andrea Testi di Mefop: “Trasparenza e accessibilità devono essere la base di partenza, ma è importante anche riuscire ad alimentare il desiderio di conoscere ed educarsi dal punto di vista finanziario”

  • La sostenibilità potrebbe essere la chiave di volta per i fondi pensione non solo per effettuare investimenti responsabili, ma soprattutto per attrarre più risparmiatori

I risparmiatori continuano a tenere le distanze dal mondo della previdenza, prendendo con fatica decisioni finanziarie che tengano conto della variabile del tempo. Cosa possono fare oggi gli investitori istituzionali per catturarli? Occhio alla sostenibilità

Sebbene gli esperti ritengano che il settore della previdenza oggi rappresenti uno degli ambiti più trasparenti dell’universo finanziario, i risparmiatori continuano a tenerne le distanze. Secondo Andrea Testi dell’area comunicazione e sviluppo di Mefop intervenuto nell’ambito del webinar Previdenza e sostenibilità: l’importanza dell’educazione finanziaria organizzato dal Forum per la finanza sostenibile, esiste di fatto un “bias iniziale” che costringerebbe i cittadini a “prendere con fatica decisioni economiche che tengano conto della variabile del tempo”. Per questa ragione, spiega, è “fondamentale creare contenuti che adottino un codice di comunicazione sintetico e vicino al linguaggio comune”. Ma che ruolo svolge la sostenibilità in questo contesto? Andiamo per gradi.

“Le persone – spiega Testi – non si avvicinano alla previdenza perché li spaventa. Noi lavoriamo su questa emotività, cercando di attirarli essendo il più trasparenti possibile, ma non credo che questo risolvi il problema”. Secondo l’esperto, infatti, la naturale predisposizione all’utilizzo di “tantissime parole per esprimere concetti” finirebbe per allontanare sempre di più l’utente finale. “Il principale errore, aggiunge, è legato al fatto che non riusciamo a sintetizzare e a trasmettere contenuti masticabili da parte dei cittadini”. Ed è proprio in questo gap che si instillerebbe il propulsore del cambiamento. “Gli investitori istituzionali per attrarre più risparmiatori dovrebbero riuscire a utilizzare un codice, una sintassi e una sintesi che avvicinino le persone al fondo pensione. Essere sintetico non significa tuttavia banalizzare i concetti, ma riuscire ad asciugarli senza che perdano significato. E l’amo che può aiutare il settore della previdenza ad avvicinarsi ai cittadini è proprio quello della sostenibilità”.

Il trend dei fondi pensione che investono nei temi responsabili ha conosciuto di fatto una crescita nel tempo negli ultimi cinque-sei anni, da un lato spinta dalla normativa dall’altro perché il green “inizia ad essere percepito come un tema rilevante nei vari board”. “La sostenibilità – continua Testi – può dunque essere la chiave di volta per i fondi pensione, non solo per effettuare investimenti di questo tipo, ma soprattutto per attrarre più persone”. In questo contesto, conclude, “trasparenza e accessibilità devono essere la base di partenza, ma è importante anche riuscire ad alimentare il desiderio di conoscere ed educarsi dal punto di vista finanziario”.

Secondo Elisabetta Giacomel, responsabile servizio studi e affari internazionali di Covip e membro del comitato Edufin, far passare il concetto di previdenza integrativa di fatto non è semplice. “Bisogna essere empatici, puntando su un linguaggio accessibile. Abbiamo la possibilità di collaborare con le aziende e organizzare iniziative sui posti di lavoro, ma è fondamentale anche attivare un network. E il mese dell’educazione finanziaria, in questo contesto, ha agito da moltiplicatore”. “Assofondipensione, con il progetto Edufin, aveva già sperimentato in diverse realtà una metodologia di presentazione del tema della previdenza complementare estremamente positiva, prima del lockdown”, aggiunge Salvatore Casabona, segretario dell’associazione. Che conclude: “Purtroppo con la pandemia e la conseguente chiusura delle attività, la situazione nel mondo del lavoro è tesa ed è complicato in questo momento parlare di queste tematiche perché l’attenzione è giustamente focalizzata su altri versanti, come la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti. Cionondimeno crediamo che, una volta trascorsa questa fase di cui non siamo in grado di definire i limiti, il progetto Edufin debba continuare a vivere ed essere rafforzato. L’educazione finanziaria è un elemento cruciale nell’ambito del progetto di promozione delle adesioni: per il 2021 è importante recuperare lo sguardo verso il futuro”.

Rita Annunziata
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