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Pensione: per il 65% degli italiani è un miraggio

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Redazione We Wealth
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27 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Crearsi una pensione integrativa sicuramente è una scelta intelligente soprattutto se si è giovani

  • Secondo gli ultimi dati Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), nel 2019 si è registrato un trend di crescita degli aderenti alla previdenza complementare

La pensione desta sempre più preoccupazione in Italia. Tensioni si percepiscono anche in Europa. E dunque: che fare?

Il 65% degli italiani pensa che non avrà una pensione dignitosa. E il 61% degli europei ha lo stesso timore. A dirlo sono gli ultimi dati pubblicati dall’International survey 2019 di Ing, sondaggio compiuto su un campione di 15 mila persone in 15 paesi diversi dall’Ue. Fundstore sottolinea inoltre come alcuni fattori macroeconomici, agendo “silenziosamente”, condizionano le aspettative e le abitudini di risparmiatori e investitori, nel presente e nel futuro, nella gestione del proprio denaro. L’abbassamento dei tassi di interesse condotto dalla Bce, ad esempio, ha ridotto la propensione al risparmio/investimento. La bassa crescita dei salari in Europa negli ultimi decenni inoltre, non ha certamente aiutato i lavoratori: due terzi di coloro che non risparmiamo, sostengono che il problema è che effettivamente non guadagnano abbastanza per poterlo fare.

Per i cittadini italiani lo scenario economico non è dei migliori. Secondo le proiezioni dell’ultimo ​report del Fondo Monetario Internazionale, “Il futuro del risparmio: il ruolo del sistema pensionistico in un mondo più anziano” , il sostegno da parte dello stato italiano nel pagamento delle pensioni sarà decrescente.

La soluzione? Secondo fundstore: crearsi una pensione integrativa. Più si è giovani più il tempo risulterà essere un valido alleato, poiché incrementa l’effetto della capitalizzazione sul denaro investito; attraverso forme di previdenza complementare ci si può garantire un futuro finanziariamente più sereno.

E sembra che questo suggerimento sia stato accolto dagli italiani. Secondo i dati pubblicati da Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), nel 2019 si è registrato un trend di crescita degli aderenti alla previdenza complementare: +4,5% rispetto al 2018 per una quota totale di 9,133milioni di posizioni aperte. In crescita il volume delle masse complessivamente gestite dai fondi pensioni che a fine Dicembre 2019 ha raggiunto quota 84,2 miliardi di euro. Tra le varie tipologie pensionistiche integrative “canoniche” (fondi pensione aperti, fondi pensione chiusi e Pip) le performance sono state positive nel 2019, soprattutto per gli strumenti che al proprio interno detenevano una una quota azionaria dominante, in particolare quindi per fondi azionari e bilanciati. L’utilizzo di tali strumenti è inoltre incoraggiato da alcuni benefici fiscali, quale, ad esempio, ​la deducibilità ai fini Irpef dei versamenti effettuati fino a un importo massimo annuo di 5.164,57 per i Pip e i fondi pensione.

Tuttavia, sottolinea Fundstore, tali strumenti non garantiscono una piena flessibilità dell’investimento: ad esempio per i sottoscrittori dei PiP non è infatti possibile, salvo particolari casi, ritirare anticipatamente i propri soldi; per i fondi pensione aperti o chiusi non è sempre possibile variare l’ammontare del versamento periodico fissato nel momento della sottoscrizione. È sempre bene quindi informarsi adeguatamente al momento della sottoscrizione. Esistono delle forme di risparmio, in ottica pensione, alternative alle classiche forme pensionistiche integrative, di cui si è parlato finora. Una di queste sono i ​piani di accumulo (PaC),uno strumento molto flessibile e con bassi costi, che permette di versare periodicamente delle cifre, anche modiche, e consente agevolmente di ritirare il proprio capitale senza vincoli come anche di ridurre, incrementare o sospendere i versamenti periodici (non gode dei vantaggi fiscali). Su Fundstore puoi trovare informazioni più dettagliate sul funzionamento e sui rendimenti finora raggiunti.

Infine suggerisce Fundstore, un altro strumento alternativo da prendere in considerazione sono i ​portafogli pensione”​, con la caratteristica di avere orizzonte temporale e tipologia di investimento di lungo periodo che ben si adattano a chi volesse investire con questa logica.

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