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Pensione: per gli italiani è un miraggio

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

11 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • In Italia il 44% pensa ad un piano per risparmiare sulle propria pensione futura. In Europa la percentuale sale al 54%

  • Il 53% degli italiani non risparmia. E il gender gap è davvero significativo. Le donne (47%) sono quelle che hanno più problemi rispetto agli uomini (40%)

Secondo un recente sondaggio l’Italia continua ad avere una bassa percentuale di soggetti che stanno pensando alla propria futura pensione. Il motivo? Da una parte c’è chi non può permetterselo, dall’altra a chi non interessa e dall’altra ancora chi pensa di farlo più avanti

Italia fanalino di cosa nella previdenza. Solo il 44% degli italiani sta pensando a risparmiare qualcosa per la propria pensione. A dirlo è il report: “la previdenza complementare e il valore della garanzia” pubblicato dall’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici (Ania), che si basa su un’indagine condotta da Insurance Europe.

Importante sottolineare come lo studio sia stato fatto prima della pandemia globale di coronavirus e abbia coinvolto più di 10mila europei. E’ dunque emerso come in Europa il 54% stia risparmiando per la pensione (il 44% in Italia), di cui un terzo tramite forme collettive. Sul 43% che non risparmia (53% è in Italia) è significativo notare il gender gap: il 47% è rappresentato da donne mentre il 40% da uomini.

Ma chi non risparmia perché lo fa? La maggioranza ha risposto che non lo fa perché non può (42%). Da sottolineare come però non sono pochi neanche i disinteressati o gli inconsapevoli (38%). Focalizzandoci su questa fascia si può delineare il profilo dei soggetti che non risparmiano per la pensione.

E dunque tra gli inconsapevoli si trovano per lo più vedovi (19%) e inoccupati (13%). Tra i disinteressanti il 28% sono ultra 50enni e i dipendenti pubblici (34%). Passando agli impossibilitati si trovano gli inoccupati (52%), i dipendenti part-time (39%) e le persone con bassa istruzione (48%). In generale si può dire che chi attualmente non sta risparmiando per la propria pensione per il 42% non se lo può permettere, per il 28% non è di interesse, per il 20% ci penserà in futuro e per il 10% resta un mistero.

L’analisi sottolinea inoltre come la prima cosa che gli europei e gli italiani cercano nella previdenza sia la sicurezza. In un mondo finanziario che ha perso i tradizionali asset sicuri (come possono essere i titoli di stato), la ricerca del porto sicuro ha pochissimi punti di riferimento e il prodotto assicurativo resta centrale. Nel caso italiano entra in gioco anche una peculiarità istituzionale, il Tfr e il suo rendimento garantito allo 1.5% +75% dell’inflazione. Anche azzerando la componente inflazionistica, quel punto e mezzo è oggi molto sfidante anche se i fondi pensione lo hanno superato senza problemi (il 3,6% è la percentuale media annua dei fondi pensione). E dunque per il 60% dei partecipanti all’indagine la sicurezza dell’investimento è al primo posto, al secondo (33%) c’è la flessibilità nei pagamenti, al terzo l’eredità (32%) e al quarto la liquidità (32%). Nelle ultime posizioni troviamo: rendimento (14%), sostenibilità ecologica (12%) e portabilità (10%). E allora i ricercatori hanno messo gli intervistati davanti alla scelta tra rendimento basso, ma garantito o potenzialmente maggiore ma volatile; e i partecipanti hanno dichiarato di preferire nettamente la prima opzione (73% in Europa e 77% in Italia). “In Italia ben il 76,8% degli interpellati si è dichiarato a favore di una garanzia sul capitale con un ritorno finanziario medio annuo tra lo 0 e l’1,75%. E che questa sia la richiesta fondamentale dei clienti le compagnie conoscono. Il risparmio assicurativo garantito continua infatti a crescere costantemente e ammonta a più di 550 miliardi di euro e da 40 anni ha risultati positivi stabili più alti dell’inflazione.

Giorgia Pacione Di Bello
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