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I millenials per la pensione puntano a vincere alla lotteria

I millenials per la pensione puntano a vincere alla lotteria

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Livia Caivano
Livia Caivano

03 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 59% degli intervistati in un sondaggio Stash

  • Il 22% degli intervistati prevede di trascorrere la pensione lavorando a tempo parziale

  • Una minoranza, il 4%, sostiene che si trasferirà all’estero in cerca di un costo della vita più basso

  • Un ulteriore 4% ha dichiarato che dipenderà dai propri figli. Il 3% sostiene invece che si affiderà a un ricco coniuge

La generazione nata tra gli anni ’80 i primi anni ’90 è quella che meno si preoccupa di una pianificazione previdenziale ma anche quella che ha meno probabilità di arrivare all’età pensionabile con un piano finanziario che gli assicuri il sostentamento

Secondo un sondaggio Stash, il 59% dei millennials considera vincere alla lotteria una strategia di pensionamento praticabile. Lo studio, condotto 1.156 persone appartenenti alla cosiddetta Next Generation, rileva che la gestione delle finanze non è il punto forte di questa generazione.

Più di tre quarti dei millennial intervistati hanno infatti dichiarato di spendere lo stipendio senza riuscire a gestirlo in modo da risparmiarne una parte, anche piccola. Nessuno degli intervistati ha creato un fondo di emergenza che possa permettere loro di gestire imprevisti o eventi inaspettati come l’assistenza medica, riparazioni auto o il licenziamento. In Italia, nel 2017, la spesa pubblica per il sistema pensionistico ha raggiunto i 286 miliardi di euro, pari a circa il 16,4% del Pil. Numeri non incoraggianti per il futuro dei giovani lavoratori.

La strategia Millenials

Nonostante le apparenze, però, la Next Geration ha una strategia. Il 22% degli intervistati, prosegue il sondaggio Stash, prevede di trascorrere la pensione lavorando a tempo parziale. Una minoranza, il 4%, sostiene che si trasferirà all’estero in cerca di un costo della vita più basso. Un ulteriore 4% ha dichiarato che dipenderà dai propri figli. Il 3% sostiene invece che si affiderà a un ricco coniuge.

Le certezze dei millenial sembrano però (!) essere smentite: un rapporto Value Penguin dello scorso dicembre stabilisce infatti che solo un solo lavoratore su tre, tra i nati tra gli anni ’80 e ’90, arrivato all’età di 67 anni avrà abbastanza risparmi per poter andare in pensione. Detto questo, i millennial intervistati sono consapevoli del problema e sostengono di non avere le competenze necessarie per investire consapevolmente:molti hanno espresso peròl’interesse e l’apertura a farlo. Secondo il sondaggio quasi la metà degli intervistati prende in considerazione la possibilità di investire in un fondo di previdenza e un terzo ha affermato che un consiglio “libero e di alta qualità” li spingerebbe a investire.

 

Livia Caivano
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