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Il check-up diventa digitale (e a domicilio)

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Valentina Magri
Valentina Magri

18 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Le polizze sulla salute di nuova generazione non coprono soltanto le spese sostenute per curarsi, ma offrono servizi aggiuntivi: dal consulto medico in video-chiamata all’assistenza presso l’abitazione. I consigli per non sbagliare

Il coronavirus ha reso tutti, all’improvviso, più vulnerabili. “Nel contesto attuale la tutela della salute diventa sempre più la priorità ed è importante poter contare su soluzioni che consentano l’accesso a strutture di eccellenza dove ricevere le migliori cure mediche possibili in tempi brevissimi e di beneficiare di servizi di assistenza innovativi, a valore aggiunto, che possano fare la differenza”, spiega Fabrizia Bottiroli, head of health insurance di Axa Italia.

Proprio quello che offrono le polizze per la salute, che si sono evolute, per far fronte alle esigenze del lockdown e delle fasi successive. Tra le novità più interessanti, al di là della copertura delle spese sostenute per la cura, rientrano, ad esempio: consulti medici telefonici e in video-chiamata, l’invio di prescrizioni medi- che per farmaci, visite specialistiche o esami di approfondimento, consegna dei medicinali direttamente a casa, oltre a un ventaglio di professionisti ra cui infermieri, fisioterapisti, baby-sitter e non solo, per offrire assistenza presso il domicilio del cliente in caso di infortunio o malattia.
Soluzioni che fanno comodo a tutte le famiglie, anche a quelle benestanti. “Avere una copertura sanitaria in forma privata è un vantaggio per qualunque nucleo familiare, a prescindere dallo stato sociale, e permette di affrontare eventuali necessità di
salute con più tranquillità sapendo di poter contare su una compagnia assicuratrice che copre le spese che potrebbero risultare impegnative da sostenere”, sottolinea Elena Rasa, chief underwriting officer di Zurich Italia. A proposito di spese, quanto costano le polizze per la salute? Dipende da numero di assicurati, garanzie scelte, provincia di residenza ed età degli assicurati. Quest’ultima costituisce il principale parametro tariffario: evidentemente, a parità di prestazioni, una polizza rivolta ad assicurare un soggetto di 30 anni avrà un costo minore rispetto a un soggetto di 50 anni. Per una copertura base, il premio indicativo può partire da un minimo di 500 euro l’anno fino ad arrivare a un massimo 3.000 euro, ma anche oltre, in base alle prestazioni acquistate e al massimale.

Per scegliere la polizza per la salute più adatta alle proprie esigenze però non bisogna guardare solo ai costi. “Dietro prezzi bassi si possono nascondere massimali insufficienti o elevati livelli di scoperti e franchigie che lasciano quindi al cliente l’onere di far fronte personalmente a parte delle spese di cura”, mette in guardia Bottiroli. Bisogna pertanto confrontare con attenzione il contenuto delle garanzie. Rasa suggerisce di “scegliere la soluzione più completa possibile, anche se le polizze sono modulabili in base alle esigenze dell’assicurato”. Fermo restando che è importante anche “rivolgersi a un buon consulente e a una compagnia assicurativa affidabile, con un ottimo servizio clienti di liquidazione sinistri e un network di strutture convenzionate ampio, capillare e di ottimo livello”, afferma Bottiroli. Attenzione: onde evitare problemi di mancata copertura assicurativa o non applicabilità della polizza, non bisogna mentire sulla propria salute, ma indicare nel questionario anamnestico in modo corretto e completo eventuali ricoveri, visite, interventi, malattie, assunzione di farmaci e via discorrendo.
Solitamente le polizze hanno durata annuale e tacito rinnovo, per cui chi intende disdire una polizza per cambiare operatore deve muoversi per tempo. Anche se, fa notare Rasa, “il mantenimento della copertura assicurativa con la medesima compagnia generalmente è premiante nei confronti dell’assicurato, perché permette di trovare soluzioni specifiche nel corso degli anni”. Uno degli svantaggi delle polizze per la salute consiste nel fatto che non sono fiscalmente detraibili, a differenza delle spese sanitarie. Ma offrono il vantaggio di “poter accedere alle migliori cure possibili per la propria salute senza dover attendere lunghe liste di attesa”, conclude Bottiroli “e di poter affrontare un momento delicato come una malattia senza il pensiero dei costi da sostenere”.

Valentina Magri
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