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World economic forum: tassare i ricchi per il bene dell’economia

World economic forum: tassare i ricchi per il bene dell’economia

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Negli Usa per esempio, mentre l’1% più ricco della popolazione possedeva 14 mila miliardi di dollari in azioni, nel secondo trimestre del 2020, il 50% più povero ne aveva solo 160 miliardi

  • Secondo diverse ricerche fatte durante e dopo la prima ondata si può osservare come 209 paperoni si sono impegnati pubblicamente per donare un totale di 7,2 miliardi di dollari tra marzo e giugno 2020

Una nuova patrimoniale per i miliardari, i soggetti che più di tutti hanno beneficiato (dal punto di vista economico) di questa pandemia. Questa secondo alcuni esperti la soluzione per cercare di risollevare l’economia dalla situazione in cui è finita

Tassare i ricchi. Questa secondo alcuni esperti la soluzione per cercare di risollevare l’economia dalla situazione in cui è finita a causa della pandemia globale.

Secondo l’ultimo report pubblicato dal World economic forum i ricchi dovrebbero contribuire di più e si dovrebbe smettere di accontentarsi delle donazioni che questi hanno fatto durante la prima ondata. Più di 16 milioni di casi di covid-19 sono stati confermati tra aprile e luglio 2020, 630mila decessi e nel mentre i paperoni diventavano sempre più ricchi (+2mila miliardi di dollari). Molti sono riusciti a incrementare la loro ricchezza grazie all’accesso al mercato azionario e più in generale all’universo della finanza. A parte i primi mesi della pandemia che hanno visto un calo, poi la situazione si è ripresa ed è tornata nel segmento positivo. Da sottolineare come la maggior parte delle persone non ha lo stesso accesso ai mercati che hanno i paperoni né posseggono un consulente finanziario che gli gestisce il patrimonio. Negli Usa per esempio, mentre l’1% più ricco della popolazione possedeva 14 mila miliardi di dollari in azioni, nel secondo trimestre del 2020, il 50% più povero ne aveva 160 miliardi. Accanto a questi ci sono poi miliardari che sono anche imprenditori in settori tecnologici che a causa del lockdown hanno visto aumentare nettamente le proprie attività.

Il tutto è stato inoltre confermato da dati. Secondo infatti l’ultimo rapporto pubblicato da Ubs i miliardari globali sono riusciti ad aumentare la loro ricchezza collettiva del 27,5%, durante i 4 mesi centrali della prima ondata. Il che corrisponde a circa 10 mila miliardi di dollari. La notizia per questo club ristretto a 2.000 individui arriva insieme alle indicazioni di quanto hanno perso. Il lavoro e sul continuo aumento dei soggetti che vivono nella povertà estrema.

Ovviamente queste tendenza ha fatto drizzare le antenne a molti. E soprattutto ha destato molta preoccupazione, soprattutto visto che la maggior parte di questi soggetti non ha restituito nulla o poco alla società. Secondo diverse ricerche fatte durante e dopo la prima ondata si può osservare come 209 paperoni si sono impegnati pubblicamente per donare un totale di 7,2 miliardi di dollari tra marzo e giugno 2020. E nel dettaglio i miliardari americani hanno donato in totale 4,6 miliardi di dollari, quelli cinesi 678,8 milioni, quelli indiani 541 milioni, in Australi 324 milioni e in Uk 297,5 milioni. Da sottolineare che Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo e anche colui che ha guadagnato di più dalla crisi grazie ad Amazon ha un patrimonio di 187, 8 miliardi di dollari. E neanche lui è stato poi così generoso, nemmeno con la sua comunità.

Proprio per queste che sempre più esperti insistono sul fatto che si debba riuscire a tassare i ricchi per cercare di recuperare quel gap economico causato dalla pandemia di Covid-19. E dunque si ritorna a parlare di una patrimoniale. Se poi queste effettivamente si concretizzerà o meno resta ancora tutto da vedersi.

Giorgia Pacione Di Bello
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