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Trust: sì per un’eredità più tranquilla

Trust: sì per un’eredità più tranquilla

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

05 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 53% ha sostenuto di aver scelto questo strumento per facilitare l’eredità e tutelare i propri eredi

  • Come trustee (cioè il soggetto che andrà a gestire il patrimonio) il 37% ha detto di essersi auto nominato, il 22% ha nominato il coniuge e il 18% il figlio

Cosa spinge un Hnwi a creare un trust? Facilitare il passaggio generazionale. E dunque far sì che gli eredi possano avere un’eredità tranquilla e non costellata da liti e problemi vari

Trust o non trust questo è il problema. Cosa spinge un investitore a non costituire un trust? Secondo l’ultima ricerca pubblicata da SpectremGroup, società americana che si occupa di gestione e analisi patrimoniale, molte famiglie non pensano a questo strumento giuridico perché ritengono di non avere abbastanza risorse per creare un trust.

Altri perché non vogliono perdere l’accesso ai loro beni (da ricordare come quando si crea un trust ci si spossessa dei beni che sono al suo interno). E infine molti investitori, avrebbero voluto ma non ci sono riusciti.

Ma invece, come mai un milionario dovrebbe creare un trust? In una recente ricerca condotta insieme a Millionaires si è scoperto che i paperoni scelgono questo strumento per facilitare il processo di eredità. E questo perché chi si ritrova coinvolto in questo strumento e dunque eredita successivamente i beni, è molto più probabile che in futuro usi il trust come strumento di pianificazione patrimoniale. Ma non solo, se si hanno dei figli minorenni o con delle disabilità con un trust si può tutelare la loro vita e i loro bisogni. Infatti ci sarà un trustee, di fiducia, che avrà il compito di amministrare gli asset nell’interesse del benessere del figlio. E infatti il 53% ha sostenuto di aver scelto questo strumento per facilità l’eredità e tutelare i propri eredi. Con l’aumentare della ricchezza – sottolinea il report- cresce anche la possibilità di avere un trust per facilitare il passaggio generazionale. Il 58% delle famiglie con un patrimonio di più di 5 milioni ha usato questo strumento proprio per motivi di eredità. Dallo studio è inoltre emerso che chi in passato aveva avuto dei problemi con la propria eredità, per evitare che i suoi figli debbano subire la stessa sorte, ha scelto senza dubbi il trust.

Che il trust sia uno strumento molto utile e che possa aiutare a risolvere anche alcune dinamiche famigliari, è chiaro a molti investitori. E infatti il 53% ha dichiarato di averne creato uno. Alla domanda su chi avessero scelto come trustee (cioè il soggetto che andrà a gestire il patrimonio) il 37% ha detto di essersi auto nominato, il 22% ha nominato il coniuge e il 18% il figlio. Da aggiungere che nella maggior parte dei casi il paperone aveva già scelto un “successor trustee” (una persona che assume il controllo del trust dopo che il fiduciario iniziale muore o diventa incapace di continuare con le proprie responsabilità. Una volta che il succesor trustee ha assunto il controllo, è responsabile di garantire che la tua proprietà sia distribuita ai tuoi beneficiari secondo i termini del trust) identificandolo con un membro della famiglia.

Giorgia Pacione Di Bello
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