PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Trust e situazioni di crisi: i limiti delle clausole di fuga

Trust e situazioni di crisi: i limiti delle clausole di fuga

Salva
Salva
Condividi
Barbara Demergazzi
Barbara Demergazzi

23 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva

Talvolta, quando sopraggiungono situazioni di crisi o quando ci si confronta con realtà politiche ed economiche che diventano problematiche, si cercano strategie rapide per mettersi al sicuro. L’intento è evidente, ma i risvolti pratici non devono essere trascurati

Parafrasando Tito Livio“Ferme fugiendo in media fata ruitur”,sovente succede che cercando di evitare il proprio destino, si finisca per coglierlo in pieno. La via di fuga dev’essere attentamente ponderata. Negli ultimi anni la consapevolezza delle conseguenze che possono derivare da crisi politiche e sociali, da pandemie, da conflitti e da mutamenti economici, è notevolmente aumentata. Il timore di trovarsi confrontati con profondi e inaspettati cambiamenti, in grado di mettere in pericolo le proprie strutture, spinge alcuni interpreti in materia di trust a suggerire soluzioni atte a fronteggiare le emergenze e a evitare, per quanto possibile, di subire le conseguenze di eventi negativi e potenzialmente ineluttabili.

Eventi in grado di attivare le flee clauses possono essere, ad esempio, guerre, calamità naturali, gravi eventi economici o politici, inaspettate modifiche alla normativa fiscale, ma anche fatti personali, come un imprevisto e improvviso trasferimento dei beneficiari in altre giurisdizioni.
Poiché tali cambiamenti possono essere repentini, la loro gestione potrebbe essere incompatibile con le tempistiche necessarie al trustee per prendere delle decisioni. Ecco quindi che la previsione di automatismi può apparire come una soluzione semplice ed efficace per risolvere ogni problema. Non sempre, tuttavia, questa impressione, giustificata secondo un approccio teorico, rispecchia realtà pratica dei fatti.

Per essere efficace, una flee clause non solo deve risultare sufficientemente ampia da contemplare tutte le possibili cause che giustifichino il cambio di trustee, ma deve anche garantire che la titolarità del fondo in trust passi al nuovo trustee senza l’intervento necessario del trustee uscente.
Se sulla carta questo è possibile, sul piano pratico si scorgono subito delle difficoltà: il trustee uscente deve verosimilmente sottoscrivere dei documenti di trasferimento dei beni in trust, siano essi partecipazioni, attivi bancari, o beni d’altro genere, e talvolta sono coinvolte terze parti (banche, custodi, agenti residenti). Alcune tipologie di attivi, come ad esempio i beni immobili, richiedono inoltre delle forme particolari per il loro trasferimento.
Il nuovo trustee designato, per parte sua, dovrebbe essere pronto ad assumere l’ufficio senza ritardo, ma è verosimile che voglia eseguire una completa e opportuna due diligence prima di assumere l’incarico. Se poi non fosse pronto a subentrare sarebbe necessario individuare altri trustees in successione, facendo lievitare i costi della struttura.

Da non trascurare, poi, è il tema della giurisdizione verso la quale verrà trasferito il trust. Una scelta preventiva operata al momento della stesura della flee clause potrebbe rivelarsi inopportuna al momento del verificarsi della condizione.

Da ultimo, la flee clause dovrebbe essere sufficientemente precisa da escludere ogni azionamento involontario. Un famoso caso di scuola riporta un evento accaduto nel 1976, in cui l’assassinio del governatore delle Bermuda ha determinato l’improvvisa migrazione di centinaia di trust, i cui regolamenti qualificavano la morte violenta del capo di Stato come condizione sufficiente a far scattare la clausola. Nella realtà l’assassino non era mosso da fini politici e non si era verificato un concreto pericolo di sovvertimento del governo legittimamente in carica.

Insomma, fatte le dovute riflessioni, l’inserimento di automatismi nell’atto di trust potrebbe peggiorare anziché migliorare l’efficienza della struttura; da qui l’importanza di scegliere sin da subito la giurisdizione più appropriata, la legge regolatrice più adatta e, soprattutto, un trustee qualificato, che per esperienza sia in grado di individuare e affrontare i problemi pratici che un teorico del diritto può non aver individuato.
Se questa scelta viene attuata con discernimento, al momento del verificarsi di una situazione anomala sarà il trustee in carica ad attivarsi per mettere al sicuro il fondo in trust e questo nel più breve tempo possibile e nel miglior interesse dei beneficiari, collaborando, se del caso, con il protector e/o con i beneficiari stessi.

Le decisioni potranno essere prese al momento dell’evento, così da poterne valutare al meglio le conseguenze. La modifica del trustee e il trasferimento dei beni potranno essere conclusi con efficienza, coinvolgendo a tempo debito tutti gli attori del caso e senza ricadere nelle incognite di un passaggio automatico che implica l’immediata esautorazione del trustee uscente.

Insomma, nei limiti del possibile, una seppur ardua via di fuga da una situazione di crisi si può scorgere più speditamente se coesistono comunità di intenti, esperienza pratica, professionalità e reciproca fiducia.

Barbara Demergazzi
Barbara Demergazzi
Avvocato e responsabile legal & compliance presso la trust company professionale Capital Trustees AG (Svizzera), è esperta nella protezione e trasmissione di patrimoni familiari e nella prevenzione di rischi legali e reputazionali. In seno a Step riveste la qualifica di Trust and estate practitioner (Tep) ed è altresì membro del Groupement des compliance officers de Suisse Romande et du Tessin (Gco).
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
ALTRI ARTICOLI SU "Pianificazione Fiscale"
ALTRI ARTICOLI SU "Trust"
ALTRI ARTICOLI SU "Legal & Fiscal"