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Superbonus 110%: 21 milioni gli italiani interessati

Superbonus 110%: 21 milioni gli italiani interessati

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I cittadini più interessati ad approfittare dell’agevolazione fiscale sono quelli residenti nelle regioni del sud e delle isole

  • La differenza geografica non distingue solo il tipo di agevolazione che si richiede ma anche la modalità per ottenerla

Il superbonus 110% può avere delle ripercussioni positive sulle linee di credito. Ma attenzione perché l’agevolazione fiscale non può, da sola, risollevare l’intero mercato immobiliare

Sono 21 milioni gli italiani che hanno intenzione di richiedere il superbonus 110%. A fronte di una media nazionale pari al 48,6%, i cittadini più interessati ad approfittare dell’agevolazione fiscale sono quelli residenti nelle regioni del sud e delle isole, dove il 52,7% dei rispondenti ha dichiarato di avere intenzione di usufruire del bonus. I meno interessati, di conseguenza risultano essere quelli residenti nel Nord Ovest (45,1%). Secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, vivono invece prevalentemente al nord est gli italiani che, pur interessati al superbonus, hanno scelto di rinunciavi per l’eccessiva burocrazia connessa alla richiesta.

L’indagine sottolinea inoltre come anche la tipologia di intervento, con il quale gli italiani hanno intenzione di accedere al superbonus 110%, varia a seconda della zona di residenza e molto spesso rispecchia le caratteristiche degli immobili tipici dell’una o altra area zona.

Stando ai dati, l’intervento più diffuso sarà l’isolamento termico degli edifici (58,2% di chi intende usufruire il bonus). Questo tende ad essere maggiormente richiesto tra i rispondenti del sud e delle isole (63,4%), mentre i meno interessati a questi lavori sono risultati essere i residenti nel nord ovest (52,1%) che, presumibilmente, hanno in misura maggiore già provveduto a questo intervento nel momento della prima edificazione dell’immobile.

Ma non solo. Le caratteristiche del territorio in cui si vive influiscono sulle tipologie di intervento richiesto. E dunque non sorprende vedere come i lavori di miglioramento antisismico siano più diffusi nelle regioni del centro Italia (10% di chi pensa di utilizzare l’agevolazione), rispetto a quelle del nord ovest (2,8%). La sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione è invece più richiesto dalle regioni del nord.

La differenza geografica non distingue solo il tipo di agevolazione che si vuole chiedere ma anche la modalità per ottenerla. A livello nazionale, il 47,4% ha intenzione di cedere il credito di imposta alla banca o altri soggetti, il 42,5% detrarrà l’importo direttamente dalla dichiarazione dei redditi e il 20% usufruirà dello sconto in fattura, le percentuali cambiano da regione a regione.

La cessione del credito interessa in modo particolare i residenti nelle aree del nord ovest, dove la percentuale di chi ha intenzione di utilizzarla raggiunge il 53%. La detrazione dalla dichiarazione dei redditi verrà utilizzata più frequentemente nel centro Italia (45,9%), mentre lo sconto in fattura sarà chiesto prevalentemente nel centro (27,6%) e al sud (23,1%) dove i redditi sono mediamente più bassi che nel resto della nazione.

L’agevolazione fiscale messa in campo dal governo potrà però avere degli effetti anche sulle linee di credito. Stefano Magnolfi,  executive director di Crif real estate services , ha spiegato che da un’analisi di“circa un milione di linee di credito di cui quasi 100 mila con dati relativi all’efficienza energetica degli immobili, è emerso che esiste una correlazione negativa fra efficienza energetica degli immobili e rischio di credito, ovvero che più elevata è la classe energetica, minore è il rischio che il mutuo vada in default. Inoltre si è visto che tale meccanismo è ancora più forte per gli immobili più efficienti, cioè appartenenti alle classi energetiche A o B. Alla luce di queste considerazioni, ci rendiamo conto quindi che l’attuale misura del superbonus del 110%, insieme alle altre agevolazioni legate alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, assumano sempre più una valenza strategica di lungo periodo e non si limitino ad essere di misure emergenziali ed estemporanee”.

Attenzione però perché le agevolazioni fiscale nuove e vecchie non potranno da sole risollevare il mercato immobiliare. E a sottolineare questo aspetto ci pensa Stefano Rossini, Amministratore e Fondatore di MutuiSupermarket.it: “la crescita del mercato dipenderà ad ogni modo sempre più dall’evoluzione della domanda di mutui per acquisto casa, che pur potendo beneficiare di quotazioni immobiliari sempre molto interessanti di provvedimenti normativi di rilancio dell’immobiliare come l’eco bonus, il superbonus e le relative possibilità di cessione credito, potrebbe subire una nuova battuta d’arresto dovuta alla riprogrammazione degli impegni di spesa delle famiglie a causa dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria Stefano Rossini, Amministratore e Fondatore di MutuiSupermarket.it”.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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