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Successioni cross-border con doppia tassazione

Successioni cross-border con doppia tassazione

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

19 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • La doppia tassazione in caso di successioni cross-border è possibile quando si “scontrano” un paese che applica la tassazione in base alla residenza del de cuius e chi considera invece la residenza degli eredi

  • Generalmente l’Italia neutralizza la doppia tassazione riconoscendo un credito d’imposta sulla tassa estera. Ma non mancano le eccezioni

La doppia tassazione nelle successioni cross-border non è un’ipotesi remota. Se ci si imbatte in Paesi, come la Francia, che applicano la tassa sulle successioni usando anche il criterio della residenza dell’erede, è facile essere sottoposti a una doppia tassazione

L’imposta di successione potrebbe nascondere doppie imposizioni, quando si ha a che fare con Paesi che usano come criteri di tassazione la residenza degli eredi. A spiegarlo è stato il professor Andrea Ballancin, avvocato e dottore commercialista dello Studio MB Associati, a margine dell’evento “Passaggio generazionale, schemi negoziali e ricadute fiscali”. La Francia, per esempio, è un Paese che applica l’imposta di successione anche considerando la residenza degli eredi. Dunque potrebbe succedere che, se il padre (italiano) lascia in eredità un’immobile (in Italia) al figlio residente in Francia, si potrebbe sviluppare un caso di doppia tassazione. Questo avverrebbe perché sia la Francia che l’Italia tasserebbero l’immobile in quanto: per l’Italia vale il criterio di residenza del padre, mentre per la Francia potrebbe contare (anche) la residenza dell’erede. Il risultato finale è dunque una doppia tassazione, per uno stesso immobile, che potrebbe essere risolta dalla Convenzione internazionale per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sulle successioni e sulle donazioni, conclusa dall’Italia e dalla Francia.

Questo accade perché, non tutti i Paesi applicano l’imposta sulle successioni, in base alla residenza del de cuius. In alcuni stati per l’imposta sulle successioni si tiene in considerazione anche la residenza degli eredi. Questo intreccio di normative può portare ad una possibile doppia tassazione.

Non sempre c’è però il rischio di doppia tassazione, perché in generale l’Italia permette di usufruire di un credito nei confronti delle Autorità nazionali, nel caso si fosse tassati due volte per lo stesso bene. Se dunque si eredita un appartamento a New York da parte di un nonno che aveva la residenza in Italia, la doppia tassazione non è scontata. L’Italia applicherà la tassa di successione sull’immobile, dato che il nonno era residente in Italia. E gli Usa imporranno una tassazione sull’appartamento, dato che questo era situato a New York. In questo caso non si sarà soggetti ad una doppia tassazione, dato che l’imposta americana è accreditabile in Italia come credito d’imposta. Questa opzione è però possibile in tutti quei casi in cui l’imposta estera è assimilabile all’imposta di successione italiana. Nel caso in cui non fosse possibile riconoscere questa sovrapposizione, si sarà soggetti ad una doppia tassazione.

Tolte queste eccezioni, la tassa di successione italiana è particolarmente vantaggiosa (oscilla tra il 4 e l’8%), rispetto agli altri paesi europei. Un padre che destina un milione di euro a suo figlio, pagherebbe infatti: zero euro in Italia, 75 mia euro in Germania, 195 mila in Francia e 250 mila in Gran Bretagna. Negli anni si è dunque pensato di ritoccare, l’imposta di successione e di donazione italiana, verso l’alto, senza però arrivare mai ad una conclusione. Per quanto riguarda l’attuale governo è difficile prevedere se ci saranno modifiche in merito alla tassa di successione, date le varie anime che ci sono al suo interno.

Giorgia Pacione Di Bello
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