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Startup: AAA cercasi Hnwi

Startup: AAA cercasi Hnwi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

13 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • ClubDealOnline ha l’ambizione di far incontrare il mondo degli Hnwi e quello delle start up. Quest’ultime per sviluppare e crescere hanno infatti bisogno di fondi che possono essere concessi dagli individui ad alto reddito

  • Al mondo la piattaforma online conta 750 Hnwi. L’80% di questi sono stati trovati tramite diverse partnership fatte con istituti di credito italiani e non

L’investimento in start up molto spesso non viene considerato come un modo per diversificare il portafoglio. Eppure in Italia ci sono dei vantaggi fiscali per chi decide di farlo. A questo si aggiunge anche la possibilità di finanziare una società made in Italy

Diversificare il portafoglio attraverso l’investimento in startup. Operazione molto spesso non considerata dagli High net worth individuals (Hnwi) e poco conosciuta anche dai private banker. Investire in startup risulta avere però anche diversi benefici fiscali. L’investitore che sottoscrive una o più quote del capitale sociale delle società innovative, startup o piccole e medie imprese (Pmi), avrà diritto a una detrazione fiscale del 40% sull’imposta Irpef e se persona giuridica ad una deduzione del 40% dall’imponibile ai fini Ires.

 

Per cercare di capitalizzare questa opportunità è nata CludDealOnline, un portale di raccolta di capitali online, autorizzato Consob, rivolta esclusivamente a family office, Hnwi e istituzionali, dato che l’investimento minimo in una singola startup deve essere di 10.000.

Intercettare questi individui non è però così semplice. Ed è proprio per questo che ClubDealonline ha cercato partnership con diversi istituti finanziari italiani e con studi di avvocati o commercialisti, per cercare di far conoscere questa opportunità agli Hnwi. Il contatto con gli istituti di credito si è dunque mostrato necessario per trovare tutti quegli individui ad alto reddito, che vogliono investire in startup italiane (al momento si hanno nel loro database circa 750 Hnwi). E ridare, al tempo stesso, qualcosa indietro alla comunità. Proprio per questo la selezione delle start up da proporre risulta essere di fondamentale importanza.

Fabio Blandino, managing director di ClubDealOnline, ha spiegato a We Wealth come la piattaforma online vorrebbe, idealmente, dare la possibilità di investire in circa 9-12 startup italiane ben selezionate. Il numero ristretto di imprese tra cui scegliere è dovuto alla selezione che viene fatta all’ingresso. È importante sottolineare che per determinare su quali soggetti imprenditoriali investire non si guarda solo all’innovazione ma anche al lato pratico. Ci sono infatti startup che hanno un grosso potenziale innovativo ma non sono capibili. Risulta dunque essere difficile capire la loro visione e nella pratica a cosa potrebbe servire il prodotto o il servizio che vogliono vendere.

Vengono dunque scelte quelle startup che, oltre alla componente tecnologica, sono vendibili e capibili dal consumatore finale. Ma soprattutto, che possono garantire un ritorno economico all’investitore. Anche perché è da ricordare come l’Hnwi che investe in una determina società non sta facendo beneficenza. ClubDealOnline prima dunque di proporre una startup a un investitore ne analizza le potenzialità. Osserverà se all’estero ci sono iniziative simili, come son andate e quanto è stato il ritorno per gli investitori. Una volta che il quadro risulta essere completo le “finaliste” vengono sottoposte (prima) al private banker e poi all’Hnwi in modo informale. Se entrambi i feedback sono positivi allora le start up vengono ufficialmente messe sulla piattaforma online e si cercano investitori Hnwi che vogliano seriamente investire.

Altro momento di screening è la quantità di capitale che cerca la startup. ClubDealOnline lavora infatti con soggetti che cercano da un milione a tre di capitale. Se già la somme eccede questi estremi l’impresa deve andare a cercare investitori tramite altri canali. E più precisamente partecipando, per esempio, agli eventi organizzati da iStarter che coinvolge investitori inglesi, americani e cinesi con l’obiettivo di investire in start up italiane. Se dunque una piccola società italiana vuole crescere e strutturarsi sempre di più deve cercare, in un primo momento, l’appoggio degli Hnwi e successivamente quello di grandi investitori esteri.

Fabio Blandino
Giorgia Pacione Di Bello
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