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Alla ricerca del veicolo societario più conveniente

Alla ricerca del veicolo societario più conveniente

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  • Se si sceglie di puntare sul settore immobiliare, la struttura societaria maggiormente usata è la società semplice.

  • Aspetto da considerare, nella protezione del patrimonio, sono i costi di costituzione e la gestione. La società semplice per sua natura è uno strumento più gestibile e di business familiare rispetto alle società di capitali

Come scegliere tra società semplice, Spa, Srl, società in accomandita semplice. Occorre sempre tenere in considerazione le diverse destinazioni dell’investimento ed orientarsi verso quella soluzione che meglio si adatta a quelle finalità

Per mettere il proprio patrimonio al sicuro si possono usare diversi veicoli societari. La scelta dello strumento dipende dal tipo di investimento e dalle esigenze del singolo soggetto o della famiglia. Come sottolineato da Mara Palacino, partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati: “non ci può essere una soluzione adatta per tutti” e il veicolo societario scelto “può essere per sempre o per un periodo limitato di tempo” in base al tipo di investimento fatto.

Se si sceglie dunque di puntare sul settore immobiliare, la struttura societaria maggiormente usata è la società semplice. Si sceglie questa perché non può essere usata per scopi commerciali e presenta diversi vantaggi. L’atto costitutivo non è soggetto a forme particolari e richiede solo la forma scritta a seconda dei beni che sono stati conferiti alla società, non è soggetta al fallimento, non si devono presentare le scritture contabili, non è soggetta agli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscali), non è previsto un capitale minimo per iniziare l’attività, e le plusvalenze da cessioni di immobiliari dopo cinque anni non vengono più tassate. Da tenere però presente la protezione del patrimonio.

Nella società semplice, il creditore particolare del socio può richiedere la liquidazione della quota, nel caso in cui il patrimonio personale sia insufficiente a coprire il debito. Nella società accomandita semplice e nella società in nome collettivo la quota, invece, non può essere aggredita da soggetti terzi, per la durata dell’attività.

Investire in opere d’arte

Se non si parla più di investimenti immobiliari ma in opere d’arte, la scelta cambia in base all’obiettivo dell’investitore. Se lo scopo è commerciale, sottolinea Andrea Vagliè, partener dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati: “si può scegliere una società per azioni o una società a responsabilità limitata”. Se si parla di hobby, e dunque dietro non ci sono fini commerciali, sarebbe meglio non investire in veicoli societari.
Altro caso è rappresentato dalle attività commerciali. In questo caso non si può scegliere come forma di tutela patrimoniale una società semplice, dato che questa non contempla lo svolgimento di attività commerciali. Si dovrà dunque optare per una società a responsabilità limitata o per una società per azioni. In questa caso rispetto alla società semplice “si ha una maggiore protezione dai creditori”, dichiara Andrea Vagliè.

I passaggi generazionali

Per quanto riguarda invece la questione eredità, nel caso in cui il soggetto aveva precedentemente investito in una società semplice, se ci si muove per tempo, si può scindere la nuda proprietà e l’usufrutto per poi operare la ricongiunzione, senza il pagamento dell’imposta di successione. In questo caso l’uso della società semplice può dunque presentare vantaggi in sede di successione, perché si bypassa l’imposta prevista. Si deve però tener presente, come hanno anche sottolineato Vagliè e Palacino, che per godere di questi vantaggi si deve agire con lungimiranza.

La protezione del patrimonio dai creditori

Si può dunque affermare che le società di persone (società semplici, società in nome collettivo e le società in accomandita semplice) vanno a proteggere principalmente il patrimonio conferito nella società dalle rivendicazioni di creditori particolare del socio. E dunque si sceglieranno questi strumenti, per gestire il proprio patrimonio, quando i rischi che corre la società ad esercitare una determinata attività sono limitati o quando c’è un alto rischio di debito derivanti dalla sfera personale del soggetto in questione.

Le società di capitali (società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni) proteggono invece maggiormente il patrimonio personale del socio, non conferito nella società, dall’aggressione dei creditori. Si dovrebbe dunque scegliere questo genere di società quando i rischi solo legati maggiormente alla sfera societaria e non a quella privata. Si deve però tenere conto che le società di capitali richiedono maggiori costi in termine di gestione e fiscali. Quando infatti si scegliere, per proteggere il proprio patrimonio, una società di capitali si deve sapere che c’è un capitale minimo iniziale pari a 10.000 euro per la società a responsabilità limitata e 50.000 euro per la società per azioni e per la società in accomandita per azioni. L’Ires è pari al 24% e l’Irap al 3,9%, per non parlare poi dell’obbligo dei libri societari obbligatori e dei vari adempimenti fiscali come per esempio il versamento dell’Iva.

I costi di costituzione e di gestione di una società

Un ultimo aspetto che si deve tener presente quando si sceglie di investire in uno strumento societario, per proteggere il proprio patrimonio, sono i costi di costituzione e la gestione. La società semplice per sua natura è uno strumento più gestibile e di business familiare rispetto alle società di capitali. Se infatti si dovesse scegliere una società a responsabilità limitata, con un capitale minimo di 10.000 euro si parla di costi iniziali pari a tre mila euro, compresi gli oneri notarili. Per quanto riguarda le spese di gestione, queste dipendono molto dalle transazioni effettuate e dunque varieranno caso per caso.

 

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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