PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Protezione: il fondo patrimoniale alla prova dei debiti tributari

Protezione: il fondo patrimoniale alla prova dei debiti tributari

Salva
Salva
Condividi
Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

19 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva

Aggredibili i beni conferiti nel fondo patrimoniale se i debiti tributari sono stati contratti per esigenze familiari. La valutazione va condotta caso per caso al fine di verificare la relazione esistente tra il fatto generatore del debito e i bisogni della famiglia

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha dichiarato sequestrabili e confiscabili i beni conferiti nel fondo patrimoniale per il soddisfacimento di crediti tributari vantati dall’amministrazione finanziaria (Cass. n. 23621 del 7 agosto 2020). La decisione e altri precedenti emessi negli ultimi anni offrono lo spunto per una riflessione sulla forma di protezione offerta dal fondo patrimoniale e sulla sua tenuta rispetto alle pretese avanzate dall’erario nei confronti di uno o entrambi i coniugi.

I termini della questione vanno considerati alla luce della disposizione in base alla quale l’esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia (art. 170 c.c.). Il fondo patrimoniale è infatti configurabile come un “patrimonio separato” con vincolo di destinazione dei beni in esso conferiti da uno o entrambi i coniugi, o da un terzo, per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia. È aggredibile solo con riferimento quindi a debiti contratti nell’interesse della famiglia.

Tale forma di protezione, rispetto ai debiti di natura tributaria, non è tuttavia di immediata applicazione.

Secondo la posizione dell’amministrazione finanziaria la tutela prevista dalla norma dell’art. 170 c.c. non è proponibile nei confronti dei crediti fatti valere dal fisco. Quindi le azioni esecutive vengono regolarmente intraprese per recuperare i debiti tributari anche in presenza di beni vincolati in un fondo patrimoniale.

Tuttavia in dottrina si dibatte su tale posizione vista la peculiarità del rapporto fisco-contribuenti. I debiti tributari trovano, infatti, la loro fonte nella legge e non già in rapporti contrattuali di carattere privato. Inoltre l’obbligazione tributaria non presenta un collegamento diretto e immediato con i bisogni della famiglia. Poi ancora, la norma richiede che ricorra in capo al creditore (l’erario in questo caso) la “consapevolezza che l’obbligazione sia stata contratta per scopi familiari”.

In questo quadro, quindi, sono fondamentali le pronunce della giurisprudenza che dettano la linea da seguire. Il principio cardine elaborato dai giudici reputa determinante, non già la natura delle obbligazioni (legali o contrattuali), ma la relazione esistente tra il fatto generatore di esse e i bisogni della famiglia con conseguente piena responsabilità del fondo qualora la fonte e la ragione del rapporto obbligatorio abbiano inerenza diretta e immediata con le esigenze familiari (Cass. 7/07/2009, n. 15862). Ciò significa che nei casi delle obbligazioni legali, e dunque anche dei debiti tributari, che abbiano inerenza diretta e immediata con il soddisfacimento di un bisogno della famiglia, l’opponibilità del fondo patrimoniale non può operare. Se il debito tributario, invece, origina da attività o beni estranei al fondo, quest’ultimo è opponibile al creditore e l’esecuzione tributaria deve arrestarsi.

Diventa, quindi, rilevante stabilire l’inerenza dell’obbligazione ai beni e ai frutti del fondo patrimoniale. È stato osservato che se ad esempio il debito tributario è sorto a titolo di Irpef calcolata su redditi fondiari degli immobili conferiti nel fondo allora con ogni probabilità l’esecuzione forzata tributaria non potrà essere fermata sui beni conferiti nel fondo. Nel caso in cui invece il debito tributario originasse dal reddito di impresa, derivante da un’attività commerciale estranea al fondo, l’esistenza del vincolo di destinazione sui beni oggetto di aggressione è opponibile.

La valutazione dell’inerenza o meno ai bisogni della famiglia del credito tributario è rimessa al giudizio di merito per cui occorre accertare caso per caso quali debiti siano estranei e quali siano inerenti ai bisogni della famiglia.

Quanto ai criteri cui tale indagine deve conformarsi, la giurisprudenza prevalente utilizza un “parametro negativo” in base al quale sono ricomprese nei bisogni della famiglia anche le esigenze volte al pieno mantenimento e all’armonico sviluppo della famiglia nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, con esclusione solo delle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi. I bisogni della famiglia devono intendersi, non già in senso meramente oggettivo, ma come comprensivi anche dei bisogni ritenuti tali dai coniugi in ragione dell’indirizzo della vita familiare e del tenore prescelto, in conseguenza delle possibilità economiche familiari. La prova dell’estraneità ai bisogni della famiglia incombe comunque sul contribuente che intende opporre il fondo patrimoniale all’erario. L’amministrazione finanziaria dovrà, invece, fornire la prova contraria e cioè che il tenore di vita familiare ha attinto, oltre che dai redditi dichiarati, anche da quelli che hanno originato dai debiti contratti.

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Pianificazione Fiscale